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Gli Zingari di Puškin
di Angela Tropea
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******************************************** ******************************************** INTRODUZIONE
Anni fa conobbi a Mosca Tat’jana
Vladimirovna Ventzel', una dolcissima nonnina, docente
universitaria, esperta di Hindi e di Romanes[1].
Ero andata a trovarla per avere dei consigli e dei suggerimenti per la
tesi di laurea e si dimostrò subito molto disponibile nell’ aiutarmi,
facendomi conoscere i più famosi esperti di lingua e cultura zingare di
Mosca. Nikolaj
Aleksandrovič Pankov si dedicò a diversi lavori, fu impiegato per
qualche tempo ai telegrafi, mentre nel frattempo continuava i suoi studi
per diventare notaio. Negli anni successivi alla rivoluzione bolscevica
lavorò come maestro presso una scuola materna e nel 1922 -anno del suo
trasferimento a Mosca ( fino a quel momento aveva vissuto a S.
Pietroburgo) - divenne operaio. Autore del primo libro di lettura in
lingua romani, scrisse alcuni manuali di letteratura. Ricoprì anche la
carica di direttore
responsabile del dizionario
romani – russo ( ben 10 mila vocaboli! )
di Sergevskij e
Barannikov.
Aleksandr
Sergeevič Puškin (
1799 –1837 ) è considerato da parecchi studiosi il creatore del
moderno linguaggio letterario russo, un linguaggio impregnato di
influenze francesi per quanto riguarda la struttura del pensiero, cui il poeta
associava le più spontanee espressioni della parlata popolare.
Risultato felice di questa visione "romantica", trasposta ad
una difficile realtà quotidiana è il poemetto
Gli Zingari , scritto nel 1824, in parte ad Odessa e in
parte a Michajlovskoe.
Si sa anche, però, che prima di accingersi alla stesura del poema, Puškin
aveva iniziato la traduzione della Gitanilla di Cervantes.
Con la conquista nel 1812 della Bessarabia
e la sua annessione
“strategica” all’impero russo, alla vigilia dell’invasione
napoleonica ( Pace di Bucarest, tra Russia e Turchia ) tali leggi furono
estese anche ai Rom stanziati in quel territorio.
Esistono
delle testimonianze che parlano di Zingari in Bessarabia ridotti in
schiavitù proprio in quel periodo.
Per quanto riguarda la condizione della schiavitù sotto il regno di
Alessandro I, risulta interessante la testimonianza di un medico
tedesco, Wilchelhausen, il quale
ricorda nel suo Gemälde
von Moskwa[3]
che verso la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX, a Mosca,
non lontano dalla Piazza Rossa vi era un pubblico mercato di schiavi.
Tornando alla condizione degli Zingari in Bessarabia, lo
Risulta altresì interessante e oltremodo insolito ad una prima lettura
del poemetto il fatto
che sia un uomo, Aleko - il protagonista -
a seguire la donna , Zemfira
, nel testo in romanes
troviamo infatti la frase
Ne oke joi. Palal šperasa / pir felda ğala siges raj…
( Ma eccola. E dietro di lei / nella steppa un giovane la segue…
): nella società zingara è solitamente la donna che segue l’uomo nei
suoi spostamenti … da qui la sottile sfumatura linguistica nella
traduzione di Pankov, con l’uso del verbo šperasa ( da špera,
seguire i passi di qualcuno della famiglia) che
ci avverte della condizione sociale di Aleko ,
ossia della sua appartenenza al mondo dei
Gağè[6],
i non zingari ( un rom non seguirebbe mai una donna
secondo la mentalità maschilista zingara! ).
Il poemetto fu pubblicato nel 1827 e suscitò subito un grande interesse
per via della tematica considerata di profonda ispirazione nazionale.
In questa situazione sarà la "donna selvaggia " (la romni[7] Zemfira) a dargli la
speranza di "guarire”:
innamorandosi perdutamente di lei e
dell’ idea di libertà che essa e
la sua gente incarnano (è inevitabile non pensare ad una visione
rousseauiana del mito del buon
selvaggio ..!). L'idillio durerà poco, allorché l'eroe orgoglioso
si sentirà tradito non
esiterà a macchiarsi di un orrendo delitto, uccidendo Zemfira ed il suo
giovane amante.
La lettura del testo di Puškin nella traduzione in lingua romanes si è
rivelata molto interessante, nonché appassionante.
Dal punto di vista linguistico si noterà
nel testo romanes la presenza di termini russi o di radice russa,
come ad esempio šatri, da šatjor
(шатёр , tenda), oppure bedi,
da bednyj (
бедный , povero), e così via
di seguito. Buona lettura e buon ascolto! ******************************************** NOTE
[1]
La lingua dei Rom. [2] R. Djurić, in “ Lacio Drom ”, 4 -5, 1998, p.19. [3] p. 262 [4] “Gazzetta di Pietroburgo” n. 36, 1798. [5] In Lacio drom,
[6]
Il termine gağo viene utilizzato in lingua romanes per
indicare l’uomo non zingaro; l’uomo zingaro è,invece, il rom. [7] Donna zingara. Gagì è, invece, la donna non zingara. ******************************************** BIBLIOGRAFIA
A.S. PUŠKIN, Roma (Traduz.
di A. N. Pankov), Goslitizdato, Moskva, 1937.
A.S. PUŠKIN, Stichotvorenija, poemy, skazki, Ast Olimp,
Moskva, 1997.
A.S. PUŠKIN, Opere (Introduzione di E. Balzarelli), Ed.
Mondadori, Milano, 1990.
F. DOSTOEVSKIJ, Diario di uno scrittore , Garzanti, 1943.
S.V. REZNIKOV, Razmyslenija na puti k vere, in "
Moskovskij Vestnik ", 2 - 4, 1992.
R.S. DEMETER, P.S. DEMETER, Cygansko - Russkij i Russko -
Cyganskij Slovar', Moskva, 1990
E. DRUTZ, A. GESSLER,
Cyganye: Očerki, in „Sovjetskij
Pisatel’ „,1990, pp. 292 – 307.
G. SORAVIA, C. FOCHI, Vocabolario sinottico delle Lingue Zingare
parlate in Italia, Roma, 1995
V.
G. TOROPOV, Slovar’ Jazyka Khrymskih Cygan, Ivanovo, 1999.
R. DURIĆ, I Rom nella Letteratura Europea, in
“ Lacio Drom”, 4-5, 1998, pp.19 – 25.
R. DURIĆ, La
Letteratura Romanì , in “ Lacio Drom” ,6, 1999, pp.4 – 10.
******************************************** CRITERI
DI TRASCRIZIONE:
Sono stati seguiti i criteri
utilizzati da Giulio Soravia nella rivista Lacio Drom
e che vengono qui riproposti.
- č
è
la c di cielo
- ğ
è la g di gelato
- g
è la g di ghiro
- k
è
la c di cane
- h
è leggermente aspirata,
come in inglese o in tedesco
- x
è la aspirazione del tedesco ch in ach -
- j
è la i di
ieri -
- kh,
ph, th, si pronunciano come k, p,
e t , seguite
da una leggera aspirazione -
- s
è la s di sasso -
- š
è
la sc di scena -
- ts
è la z di zio ( affricata dentale sorda ) -
- z
è la s di rosa , o la z
del francese o dell’ inglese -
- ž
è la j del francese jour
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