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Bugie, leoni e draghi a due testeUna lunga e complessa bugia è lo spunto per una storia incredibile, ma che alla fine è proprio vera. Matteo, arrivato a scuola in ritardo, si inventa la classica scusa da raccontare all'insegnante, piena di animali strani e assurdi personaggi. Se non fosse che, proprio mentre la maestra sta spiegando ai suoi genitori il problema della fervida fantasia del ragazzo, l'aula si riempie proprio di tutti quegli animali. |
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Incipit ____________________________________ ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Matteo oggi è arrivato tardi a scuola. Bussa alla porta. - Avanti! - esclama la maestra. Matteo apre la porta e non sa cosa dire, perché la maestra è una maestra che non scherza, ha gli occhiali sul naso e dietro gli occhiali due occhi azzurri molto grandi, per vederci meglio, e ora dice: - Matteo! Sei in ritardo. Che cosa è successo?
Matteo vorrebbe dire che la sveglia di casa è una sveglia un po’ matta, che a volte suona e a volte non suona, per questo è arrivato in ritardo. Ma invece dice che la colpa è di quel leone che ha incontrato per strada.
- Quale leone? - chiede la maestra. - Un vecchio leone della foresta, - spiega Matteo - venuto in città, insieme ai suoi sette figli leoncini, tutti affamati e con l’acquolina in bocca.
- Oh! - esclama la maestra. - Immagino che volessero mangiarti… - Niente affatto! - assicura Matteo. - Si trattava di leoni molto buoni ed educati, che volevano sapere dove trovare un buon ristorante, per mangiare pasta al sugo, pollo fritto, pollo arrosto, patatine, ciambelloni e una fetta di torta al cioccolato.
- Ma guarda un po’ - sussurra la maestra, tamburellando con le dita sulla cattedra. - E tu allora… - Io li ho accompagnati su e giù per la città, in cerca di un buon ristorante, pulito ed elegante. Ma cerca che ti cerca niente! Non ne abbiamo trovato! Allora ho portato il leone e i leoncini nel parco, dove una vecchia signora vende nocciole, castagne e torrone tostato...
- Beh - sospira la maestra. - Almeno quei poveri leoni si saranno riempiti la pancia! - No - scuote la testa Matteo. - Perché un drago che passava di lì, ha mangiato in due soli bocconi nocciole, castagne e torrone della vecchia signora del parco. Era un drago a due teste, anche lui molto affamato, e allora i miei amici leoni… - Sì? - chiede la maestra. - Sono tornati… nella foresta! Ed eccomi qua, ecco perché sono arrivato in ritardo!
- Davvero una bella avventura! – sospira ancora la maestra. - Ora vai al tuo posto. Ma quando torni a casa di’ al tuo papà e alla tua mamma che domani voglio parlargli.
Matteo si siede e per tutta la mattina si domanda che cosa mai vorrà dire la maestra ai suoi genitori. Che si sia accorta che le ha detto una piccolissima bugia?
Quando Matteo torna a casa dice: - Mamma, papà, la maestra vuole parlare con voi… - E’ successo qualcosa? - chiede un po’ preoccupato il papà. Matteo vorrebbe dire che non è successo niente di speciale a scuola. A parte quella piccolissima bugia che ha detto alla maestra. Ma invece dice che la maestra gli vuole di certo parlare di quei sette topini comparsi tra i banchi.
- Dei topi? - sgrana gli occhi la mamma. - Dei topi a scuola? - Sì! - assicura Matteo. - Erano sette topini vestiti di bianco. Hanno scavato una lunga galleria sotto il giardino della scuola, hanno fatto un buco nel muro ed eccoli là… (...) |