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Shemuel Y. Agnon
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Racconti di Kippur |
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Le storie del Baal Shem Tov |
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Una storia comune |
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E il torto diventerà diritto |
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La signora e il venditore ambulante |
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Casa
editrice Giuntina |
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Casa
editrice Giuntina Agnon aveva iniziato nel 1917 a raccogliere testi chassidici e aveva intrecciato una fitta corrispondenza con Buber, ricca di riflessioni sul mondo dell’ebraismo orientale e di progetti per una prossima pubblicazione comune : un testo in quattro volumi che sarebbe duvuto uscire per i caratteri della casa editrice Devir e Morià “contenente i migliori racconti dei chassidim e i loro principali insegnamenti” era scritto nel contratto. Il lavoro alle testimonianze della tradizione coinvolgeva il futuro premio Nobel per la letteratura, ma non cessava di inquietarlo; gli sembrava di venire distratto dai suoi impegni di romanziere, ma soprattutto scontava, in questa ricerca destinata a durare oltre cinquanta anni, un rapporto biografico difficile e contraddittorio con il mondo orientale: grande la nostalgia per quella realtà infantile (parte della sua famiglia era chassidica) che compare rielaborata nei suoi racconti, ma grande anche la distanza da questa esperienza di sicurezza e semplicità per un uomo moderno pieno di dubbi sull’esistenza. D’altra parte Agnon crede ancora che la produzione letteraria abbia un ruolo centrale nel processo di redenzione, il tikkun, e vede nella della narrazione chassidica, lì dove un universo teologico “si esprime in storie meravigliose”, una testimonianza del valore salvifico del raccontare anche per un mondo che non ha più un rapporto immediato e diretto Dio. Nel 1932 il sodalizio con Buber si interrompe e il filosofo continuerà da solo la sua raccolta, pur ammettendo il debito di gratitudine con Agnon che, a sua volta, pubblica negli anni Sessanta una parte del materiale raccolto in tanti anni, I libri degli tzaddiquin - centouno racconti sui libri dei discepoli del Baal Shem Tov. Bisogna attendere però il 1987 per l’uscita postuma di tutta l’opera, che raccoglie parte delle storie fiorite sul Baal Shem Tov riproposte con grande spirito filologico, con grande attenzione alla lettera, ma anche a quello spirito del chassidismo che riteneva fosse andato perso nell’opera di Buber: “ Buber - scrive - è il padre di tutti gli scrittori di racconti brevi, che oggi, che il chassidismo è di moda, riempirono le biblioteche. Essi però non mi riempiono il cuore”. Originale è invece l’organizzazione del materiale, diversa da tutti le raccolte della tradizione perché tematica - e quindi con una dimestichezza con la costruzione del narrato del tutto assente nel metodo associativo delle raccolte più antiche -, ma anche perché Agnon predilige il punto di vista del più semplice dei chassidim: inizia dalla biografia del maestro e dalla esposizione della sua dottrina, ma poi accorpa gli aneddoti su di lui in due grandi filoni, che vanno al cuore stesso del movimento, la vita attorno al rebbe e i prodigi da lui compiuti, per concludere con i “racconti meravigliosi”, che contengono esempi di preveggenza e di saggezza anche al di fuori dei confini del suo piccolo regno. (R.A.) |
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Casa editrice Adelphi "Guai a un mondo in cui le creature vanno dietro al proprio cuore" dice la madre del protagonista di questo romanzo, ed è chiaro che il matrimonio cui destina suo figlio non sarà esattamente un gesto di ossequio nei confronti di una passione soverchiante. D'altronde, a Szybusz, shetl galiziano votato al commercio e al culto della prosperità economica, sarebbe stupefacente il contrario. Poi però non si può pretendere che il marito si accenda di passione per la moglie, né che nelle sue passeggiate solitarie stia lontano dalla casa della donna di cui da sempre è innamorato. Né si può evitare che il primogenito nasca come avvolto da una pellicola di indifferenza. ********************* Pazzi d'amore
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Casa editrice Bompiani Un poco Giobbe e un poco Don
Chisciotte, ma forse soprattutto maldestro Ulisse, Menasceh Hajim della
Santa Comunità di Buczacz - luogo che sta chissà dove e chissà quando
- abbandona casa, affetti e mestiere per uno scherzo del destino. O
meglio, perché il destino si è dimostrato con lui assai poco gentile,
per non dire beffardo. Menasceh Hajim non ha più niente da perdere
nella vita, se non una strana ostinazione che in questa scorribanda per
il mondo lo porta a molto vedere e altrettanto ascoltare. Miserie e
piccole grazie, ingiustizie e colpi di scena, tutto sempre condito da
un'ombra di paradosso: il mondo ebraico del nostro eroe non è troppo
diverso, in fondo, dall'Italia di Pirandello. Cinque anni trascorre il
nostro lontano da tutto, incontrando luoghi e volti di un'era che non
esiste più, di colori e suoni scomparsi: è lo shtetl, il borgo ebraico
dell'Europa settentrionale, dove si consuma la farsa o forse il dramma
di Menasceh, che parte e poi torna forse soltanto per capire che ciò
che è stato è stato e che indietro non si torna mai. Shemuel Joseph
Agnon affida con questo libro ai suoi lettori una parabola che è anche
un'avventura dell'anima, una specie di romanzo melodico dove il riso si
confonde nella nostalgia, dove lo strazio accompagna lo scherzo. Se una
delle tinte più caratteristiche dell'ebraismo è la fusione degli
opposti, l'indifferenza insomma al principio di non contraddizione,
l'ebraico antico e nuovo di questo scrittore è mirabile espressione di
tale spirito, perché qui si ride per scacciare le lacrime e si piange
per soffocare l'ilarità. E in questo tiro alla fune degli impulsi
lavorano insieme la testa e il cuore. Lo shtetl si è conquistato una
specie di eternità dentro le pagine dei libri, nella voce di tanti
scrittori, forse in virtù dell'ignaro presagio che entro una o due
generazioni dopo di loro tutto questo mondo sarebbe sparito dentro le
ciminiere dei forni crematori. Agnon ha scritto E il torto diventerà
diritto dall'incommensurabile distanza della Terra Promessa, in un
ebraico limpido e musicale, attinto dall'antichità, che per questa e
tutte le altre storie che nessuno ha più raccontato, è "come la
rugiada che ridesta le cose morte". |
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La signora e il venditore ambulante Casa editrice Stampa Alternativa
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(dal sito Antenati) Shemel Josef Agnon, nato a Buczacz [Ucraina] nel 1888 (morto a Rehovoth [Tel Aviv] nel 1970, cresciuto in ambiente tradizionalista emigrò nel 1907 a Giaffa [Palestina] dove pubblicò il primo romanzo, Le mogli abbandonate (1908), e E il torto diventerà diritto (1912). Nel 1913 si recò per studio in Germania, rimase trattenuto causa la guerra, vi rimase 11 anni collaborando con Martin Buber. Nel 1924 si stabilì a Gerusalemme dove rimase fino alla morte. Nel 1966 ha avuto il nobel ("for his profoundly characteristic narrative art with motifs from the life of the Jewish people"). La sua vasta produzione comprende romanzi come La dote della sposa (1931) di ambiente galiziano, Ieri e avant'ieri (1945) di ambiente palestinese. Ha scritto decine di racconti, tra cui Un cane randagio la sua cosa migliore (incluso in "Ieri e avant'ieri"). Saggi, raccolte di leggende, parabole. Postumo il romanzo Shirah (1970). Ha scritto racconti realistici, ma anche onirici e quasi kafkiani, alternati negli stessi racconti, con una continua opera di creazione linguistica che attinge dalla bibbia e dalla produzione rabbinica. |