home menu biografia libri rom altipiano carapigna
maestri biblioteca shoah ebraica benzi scrittori cerca libro

Castel Bloom Orly 


Parti umane

Di cosa sono fatti i baci?
Note biografiche

 

 

Parti umane

Casa editrice e/o


Immaginare una qualsiasi via d’uscita o anche solo un esito che preluda credibilmente a un modo di vita in cui difficoltà, problemi personali e familiari, condizioni sociali siano conformi alla norma corrente nel mondo occidentale, ha ispirato una generazione di scrittori israeliani che nelle loro opere hanno cercato in diverse forme di raccontare il presente attraverso cronache, diari, testi drammatici o satirici con in mente questa prospettiva. In Parti umane, Orly Castel Bloom introduce un elemento di fantastica e potente forzatura: un espediente inedito e audace che rende con rara efficacia la dimensione esatta dello stato delle cose reale e la drammaticità del vivere attuale in questa parte infuocata e centrale del Medio Oriente. Al fuoco inestinguibile della guerra contrappone e sovrappone il gelo artico di un impensabile inverno che si insedia nel paese dopo anni di sofferta e disastrosa siccità.
In un anno imprecisato del primo decennio del 2000 una spessa coltre di neve copre l’intero paese, i territori e gli insediamenti, gela il Mar Rosso e il mar Morto, come pure il lago Tiberiade, in pianura le falde acquifere traboccano dai pozzi, si verificano allagamenti e inondazioni, su Tel Aviv si abbattono grandinate devastatrici. La rivoluzione climatica comporta una serie di conseguenze: il turismo già in crisi si estingue quasi del tutto, la recessione galoppa accrescendo la popolazione che vive sotto la soglia di povertà, e come se non bastasse scoppia un’influenza “saudita” di inedita virulenza che riempie gli ospedali di malati e getta il paese in una sorta di inerme e disorientato stordimento. In forza di questa mutazione climatica accade che le stragi degli attentati terroristici o i ricorrenti “giorni della collera” dichiarati dai palestinesi dei territori vengono per così dire controbilanciati nel sentimento comune da una serie di altre emergenze in parte dovute al clima ( il presidente Tekoa, che ha reinstaurato una politica moderata per assecondare la suscettibilità dell’opinione pubblica mondiale, interviene come di consueto ai funerali delle vittime degli attentati, ma nel contempo dichiara lo stato di calamità per le regioni maggiormente colpite dal maltempo) In questo scenario mutato e radicalmente manomesso il carattere delle figure in campo assume in virtù del paradosso una dimensione e una tipologia universale disgiunta dall’identità di appartenenza nazionale, religiosa ed etnica. Percepiamo i protagonisti nella loro verità individuale, naturale, vibrante di autenticità, drammatica e ironica al tempo stesso Una sorta di forzata ed enigmatica normalità si instaura, queste persone, le loro vite, frammenti di destini di persone normali pur in un contesto affollato di crisi ed emergenze si delinea come un mondo più vicino e affine al nostro, vicende che si intrecciano e intessono la vita di quartieri e di città come quelle che abitiamo e che riconosciamo attraverso una serie di parametri comuni. I personaggi di Parti umane ci si fanno incontro e ci parlano attraverso i loro impulsi, le azioni i pensieri e i moti dell’animo così come nelle speranze a portata di mano o nei sogni più rosei, come nostri concittadini. E’ una piccola folla estremamente diversificata che non cessa di sfiorarsi e mancarsi nelle traiettorie dei percorsi urbani, ritrovarsi e perdersi nelle vicissitudini dei rapporti quotidiani. Ecco dunque la bella e colta Liat, studiosa di lingue semitiche, ragazza matura e solitaria per effetto della sua rigida intransigenza, frequentatrice di una palestra , innamorata del proprietario che la corrisponde tiepidamente essendo sposato e dipendente dalla ricca moglie. C’è l’esile e affascinante Adir, specializzato in scienza dell’atmosfera ritiratosi dalla attività di ricerca a causa della sua asma cronica; Adir, fratello di Liat vive con una giovane e bellissima ebrea etiope, Tazaro, modella e futura star della trasmissione televisiva dedicata al Lotto, un amore diviso tra la dipendenza e il tentativo di disimpegno fomentato dalle critiche severe della sorella nei confronti della compagna del momento. In virtù dell’emergenza climatica e delle sue conseguenze la semplice e coraggiosa Ketty madre di due coppie di gemelli che vive poveramente in un quartiere di immigrati russi a Lod, sposata con Boaz, ex taxista aspirante allo status di invalido (Boaz è claudicante a causa di un incidente stradale) e nullafacente, ripudiato dalla famiglia di origine a causa del matrimonio con Ketty, che è di etnia curda, viene prescelta per raccontare le sue misere condizioni di vita aggravate dal gelo sulla ribalta televisiva dove conosce una effimera fama e provvidenziali donazioni di telespettatori di tutto il paese presso i quali acquista il momentaneo valore di simbolo emblematico. Scene di disarmante e ineffabile divertimento sono quelle in cui Ketty si esibisce in chiave tragicomica sul set televisivo o nella vita quotidiana alle prese con i figli e durante le dispute con l’amato e indolente, spesso depresso, marito, nel corso del suo lavoro di pulizia delle scale di condomini e in una banca dove infine sotto l’assillo dei problemi finanziari e nell’incrollabile fiducia in un futuro migliore, magari come truccatrice, mette sotto ricatto un giovane direttore di banca che è prontissimo a cedere e a passarle una somma sufficiente per andare avanti. Non meno memorabile è Iris Ventura, ex di Adir ancora innamorata di lui, che si barcamena tra penurie e ristrettezze con il carico di tre figli che fatica a mantenere dopo esser stata licenziata dalla agenzia pubblicitaria dove lavora come grafica. Anche in questa donna, pesante e dalla simpatia prorompente, orgogliosa ma anche concreta che con tenacia continua a sperare in una qualche provvidenziale svolta, intermittente e goffa ma anche in un suo originale modo saggia e compassionevole, si percepisce una energia inesauribile e una solida fiducia nel suo collaudato spirito di adattamento. Nel fitto intreccio delle storie individuali e condivise, il presente non manca tuttavia di riscuotere il suo tributo di vittime: Liat muore sola in ospedale in seguito a un aggravamento dell’influenza saudita mentre attende invano una telefonata o una visita del suo amante. E il povero, nostalgico e ingenuo Boaz, durante la spedizione a Gersusalemme dove va a cercare un mistico chiaroveggente capace di predire il futuro e anche le vite precedenti (che però, puntualizza, non gli interessano), nella speranza di cambiar vita, si perde nei meandri della città santa, e quando finalmente riesce a imboccare la via del ritorno viene centrato dai colpi dei cecchini islamici. Isolata e distante da questa piccola variopinta folla trascorre la figura ieratica del presidente Tekoa diretto al funerale del povero Boaz, ennesima vittima quotidiana. Dal finestrino dell’auto blindata Tekoa, appassionato ornitologo, avvista una gru grigia appollaiata su un albero. Il bellissimo e nobile volatile gli appare disorientato dall’inatteso inverno. “Se non ritarda l’appuntamento, proseguirà verso l’Africa,” mormora Tekoa al suo autista. “Qui non ha niente da cercare”.
Il romanzo di Bloom è un’avventura intensa e sottilmente interlocutoria per il lettore, una scrittura movimentata da un intreccio ricco e pulsante di umori, un sentimento miracolosamente “leggero” ritrae con avvincente ironia e simpatia le figure dei protagonisti, racconta le loro storie, partecipa del loro destino e dei loro drammi di gente comune. E su tutto pesa il senso di una scelta che ricorre a un estremo artificio fantastico per far apparire verosimile e normale, vibrante di umanità e sentimenti universali un mondo che altrimenti continueremmo a osservare e pensare attraverso il filtro, i pregiudizi e le convinzioni ideologiche connesse alla Questione del Medio Oriente.

 

Di cosa sono fatti i baci?

Casa editrice Mondadori

Ernoch e Orly chiacchierano. Orly è la mamma di Enoch e mentre fanno la strada per andare e tornare dall'asilo, stanno seduti in cucina, si lavano in bagno, parlano tra loro. Di che cosa parlano? Del mondo e di tutto ciò che è legato ad esso. Ad esempio, di cosa fa la mamma tutto il giorno, da che cosa mascherarsi a carnevale, del ketchup, dei numeri fino a dieci, di sogni e di amici lontani, di parolacce e di complimenti. Età di lettura: dai 6 anni.

 

Note biografiche

Orly Castel-Bloom è nata a Tel Aviv nel 1960 ed è autrice di numerosi romanzi (Dolly city, Mona Lisa, Les Radicaux libres). Ha studiato cinema, ma poi ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Scrive in ebraico, anche se la sua lingua materna sarebbe il francese. È considerata una delle migliori scrittrici israeliane della sua generazione.

 

 

La  Giuntina editrice