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Uri orlev 


Corri ragazzo, corri 

Soldatini di piombo 
Battista e il ciuccio 
Battista e il leone
Battista non vuole lavarsi la testa 
Gioco di sabbia
L'aggiustasogni 
Com'è difficile essere un leone 
La nonna sul filo 
L'isola in via degli uccelli 
La bestia d'ombra
Lydia, regina della terra promessa
Note biografiche

 

Corri ragazzo, corri 

Casa editrice salani


Una fuga senza fine e senza la nozione di un fine chiaro, certo, riposante. Solo per salvarsi la vita a tratti, per prendere respiro. Un bambino di otto anni, fuggito dal ghetto di Varsavia - dove ha visto sua madre sparire in un attimo come per una malefica magia - passa da un gruppo di ragazzi alla macchia, a case di contadini protettivi o malvagi e delatori, a soldati tedeschi spietati o umani; dorme sugli alberi, nelle tombe e, a forza di nasconderlo, arriva a dimenticare di essere ebreo. "Ti ordino di sopravvivere", gli aveva detto il padre prima di venire ucciso. E, per avere la forza di seguire quell'ordine, il ragazzo è costretto a cancellare il ricordo del suo passato, della madre e del paese della sua infanzia, come i continui addii del presente. Dimenticando,Yoram concentra tutta la sua energia nel momento in cui vive, povero, affamato, senza protezione, a un certo punto perfino senza un braccio, che il chirurgo si è rifiutato di curare, riconoscendolo ebreo. Ma la corsa prosegue, e "il bambino biondo senza un braccio" ci rimane in mente come un'inesausta sfida alla morte. In Israele, dove oggi vive e insegna, Yoram Friedman ha raccontato la sua storia - perché questa è una storia vera - che Uri Orlev ha ascoltato dalla sua voce e scritto con commozione e intensa partecipazione. Come in "L'isola in via degli Uccelli", un'esperienza reale narrata con stile asciutto e concitato che ci mostra la determinazione e la miracolosa vitalità dell'infanzia nella ricerca di una vita armoniosamente normale.

 

Soldatini di piombo 

Casa editrice Fabbri

Yurek e Kazik sono due fratellini ebrei. La persecuzione nazista infuria attorno a loro e ruba le persone care, una dopo l'altra. L'unica certezza resta il gioco, il loro gioco preferito: i soldatini di piombo. Un modo per restare disperatamente aggrappati all'infanzia mentre tutto cambia e la solitudine avanza. Una vicenda tesa e commovente, raccontata per episodi e immagini, seguendo lo sguardo sincero e nonostante tutto illuso di due bambini. Età di lettura: da 12 anni.

 

Battista e il ciuccio 

Casa editrice Motta

Battista e il suo ciuccio sono inseparabili e quando un giorno il ciuccio sparisce, in casa succede il pandemonio. Mamma e papà sono disperati, ma non riescono proprio a far perdere a Battista il vizio di succhiare. Sarà la visita di uno zio dall'America a risolvere la situazione... Età di lettura: a partire dai 5 anni.

 

Battista e il leone

Casa editrice Motta

Per il compleanno di Battista, la sorella maggiore Sara gli regala una maglietta su cui è disegnato un leone davvero carino. Anche Battista lo trova carino e vuole dormire con la maglietta nuova. Ma quando si sveglia il leone è scappato: lui non vuole essere un leone carino, ma un leone molto feroce!

 

Battista non vuole lavarsi la testa 

Casa editrice Motta

Battista detesta il sabato perché è il giorno dello shampoo. Nonostante i pianti e le urla, la mamma continua a lavargli la testa.
Quando sarò grande, io non laverò mai la testa ai miei bambini - dice Sara, la sorella maggiore.
Poi, una sera confida al fratellino una brillante idea, grazie alla quale la mamma non gli laverà più la testa...

 

Gioco di sabbia

Casa editrice Salani

Questa è la storia di Uri Orlev, la storia di come un ragazzo ebreo attraversa l'Olocausto e diventa scrittore. Ma non è un racconto di disperazione, malgrado le atrocità e le morti di cui Uri purtroppo è stato testimone, né di sentimentalismi. Orlev ha vissuto come un bambino qualsiasi, con il coraggio e la straordinaria forza vitale dell'infanzia, come il protagonista di un'avventura, eroe invincibile di un racconto.

 

L'aggiustasogni 

Casa editrice Feltrinelli

Michael si trasferisce con i genitori in Israele, la terra d'origine del padre. Adattarsi alla nuova casa, alla lingua e agli amici è difficile, così come è struggente il ricordo dell'America, il solo mondo che lui abbia conosciuto. Una volta giunto alla grande casa del nonno, a Gerusalemme, Michael scopre che quel vecchio burbero, responsabile del loro trasferimento, è in realtà un meraviglioso complice, capace di entrare nei sogni degli altri e di 'aggiustarli'.

 

Com'è difficile essere un leone 

Casa editrice Salani

Non ti senti abbastanza forte e in gamba per difenderti dai compagni prepotenti? Vorresti ruggire come un leone per spaventare bulli e bambine smorfiose? Anzi, vorresti poter diventare un leone? Non esprimere mai questo desiderio davanti al tuo cane. Potrebbe essere un ex mago capace di esaudirlo. Così, il protagonista di questo libro, trasformato in leone, vive male nel deserto, male come fenomeno da baraccone, male in America come star televisiva, malissimo anche nel suo ambiente naturale africano. E' troppo uomo per essere una belva, tropo animale per comunicare con gli uomini, anche se sa scrivere. Poi le cose si risolveranno, e avrà un figlio..Leone.

 

La nonna sul filo 

Casa editrice Feltrinelli

Che cosa succede se un bel giorno la nonna si inventa una casa di maglia, un giardino di maglie due nipotini di maglia?

 

L'isola in via degli uccelli

Casa editrice Salani

Polonia. Ghetto di Varsavia. Prelevato dalle SS il padre e scomparsa nel nulla la madre, Alex, undici anni, si trova drammaticamente solo nel suo precario rifugio, un edificio diroccato colpito da una bomba all'inizio della guerra. E questo suo rifugio, un nido inaccessibile tra i tetti del ghetto, non è così diverso dall'isola deserta di Robinson Crusoe.
Il ragazzo non ha altre risorse che la propria energia e il proprio ingegno per sopravvivere, per affrontare la paura, le lunghe notti invernali, il freddo, la fame. E' solo, e ha davanti a sé un mondo terrificante. Ma è un bambino. E ha il coraggio e la straordinaria forza vitale dell'infanzia, perciò una visione del mondo che, anche in mezzo alla tragedia dell'Olocausto, non può fare a meno di contemplare il gioco. Da una piccola apertura del suo nascondiglio, Alex può vedere la vita che continua a scorrere, la gente che non è segregata come lui. "Vede anche i bambini che vanno a scuola ogni mattina" dice Uri Orlev nell'introduzione, "che, sebbene sembrino così vicini, sono altrettanto lontani da lui di quanto lo fossero le più vicine terre abitate dell'isola di Robinson Crusoe. E poi Alex non ha l'uomo che si chiamava Venerdì; ha solo un topolino bianco. E un'altra cosa: la speranza, perché sta aspettando suo padre". Un libro tradotto in quindici paesi, vincitore di premi internazionali, amato dalla critica e dal pubblico: scritto con onestà, innocenza, grande senso dell'umorismo e nessun sentimentalismo, "L'isola in via degli Uccelli" è un'avventura appassionante, raccontata con poesia, lirismo e coraggio straordinari.

 

La bestia d'ombra

Casa editrice Salani


Tutti i bambini hanno paura e quasi tutti hanno sbirciato sotto il letto, prima di coricarsi, per controllare che nessuna presenza oscura li disturbi nel sonno.Quando c'è la guerra la paura dei bambini aumenta e può accadere che sotto il letto ci sia davvero una bestia, una bestia d'ombra che, spenta l'ultima luce e schioccato l'ultimo bacio, esce dal suo nascondiglio, invade ogni angolo.Solo la luce può sconfiggerla.Se un padre, poi, muore in battaglia può accadere che la bestia venga in aiuto del bambino.Chi vive d'ombra ha poteri superiori agli umani, può infilarsi in qualsiasi fessura e andare là dove nessun altro potrebbe.L'importante è farsi amica la bestia, parlare, raccontarle la propria vita, i propri affanni.I bambini israeliani sognano di essere inseguiti da un arabo ma chi ha una bestia per amico sa che l'arabo fuggirà spaventato alla sua vista. Il protagonista del libro cerca di sconfiggere la paura impersonata dall'ombra, aiutato dalla madre che gli spiega che i bambini arabi sognano di essere rincorsi da un israeliano, così come, tanto tempo fa i bambini ebrei di Polonia sognavano di essere inseguiti dallo zingaro e i bambini polacchi dall'ebreo.Dice il finale che il bambino non rinunzierà alla compagnia della bestia d'ombra, starà con lei tutta la vita, la presterà soltanto, quando sarà grande, a suo figlio, se avrà paura.

(Scheda di Bouchard, E., L'Indice 1996, n. 4)

 

Lydia, regina della terra promessa

Casa editrice Salani


Un libro molto particolare. La protagonista è Lydia una ragazzina con i genitori separati che la lasciano spesso sola. Apparentemente è una storia come tante, ma se teniamo presente che Lydia è ebrea e che siamo a Bucarest durante la persecuzione nazista, le cose cambiano notevolmente. E poi, una volta in Israele...

 

Note biografiche

Uri Orlev è nato a Varsavia nel 1931. Il suo vero nome è Jerzy Henryk Orlowski. Quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale suo padre – ufficiale medico dell?esercito polacco – fu catturato nel fronte russo. Uri Orlev, sua madre Zofia e suo fratello più piccolo trascorsero il primo anno di guerra nel ghetto di Varsavia. Dopo che i nazisti uccisero la loro madre, Orlev e suo fratello furono nascosti da alcune famiglie polacche. Nel 1943 furono imprigionati e condotti a Bergen-Belsen, da dove furono liberati nell'aprile del 1945 dalla 9° flotta americana. Solo nel 1954 incontrarono di nuovo il loro padre, anch'egli sopravvissuto alla guerra, in Israele dove si erano trasferiti nel frattempo. Orlev ha lasciato il kibbutz che lo accolse la suo arrivo in Israele solo nel 1962 e ora vive a Gerusalemme. E' sposato e ha quattro figli. Scrive soprattutto romanzi e storie per bambini, ha pubblicato più di trenta libri per differenti gruppi di età. Scrive anche per la radio e per la tivù e traduce storie per bambini dal polacco in ebraico. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra i quali nel 1996 il prestigioso premio Hans Christian Andersen. Orlev è stato scelto tra concorrenti provenienti da 23 nazioni, da una giuria internazionale composta da specialisti in libri per bambini di undici paesi diversi. Come motivazione del premio leggiamo: "L' esperienza di Uri Orlev di bambino ebreo nella Polonia devastata dalla guerra è lo sfondo sul quale si staglia la sua figura di straordinario scrittore per bambini.Che le sue storie siano ambientate nel ghetto di Varsavia o nella sua nuova terra di Israele, egli non perde mai la prospettiva del bambino che è stato. La sua scrittura è di alto livello letterario, arricchita di integrità morale e humour, in maniera da non essere mai sentimentale, con la grande abilità di dire molto con poche parole. Uri Orlev mostra come i bambini possono sopravvivere senza amarezze anche in un tempi duri e terribili".
(da Musa)
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Uri Orlev, scrittore israeliano di libri per bambini e ragazzi, riceve il Premio “Cento”.

Come si può raccontare cosa è davvero successo agli ebrei in Europa durante la II Guerra Mondiale? E come si può raccontarlo a dei bambini?

Lo scrittore israeliano Uri Orlev, che in questi giorni ha ricevuto il prestigioso premio “Cento” per la letteratura per ragazzi, ha trovato il modo di farlo: scrivendo dei romanzi costruiti esattamente come i romanzi di avventura che l'autore stesso tanto amava quando era bambino, come quelli di Jules Verne, di Kästner, o L'isola del tesoro, oppure Quo Vadis.

Uri Orlev è nato a Varsavia nel 1931. Assieme al fratello minore, è stato nel Ghetto di Varsavia durante l'occupazione nazista, dove ha perso la madre, quindi a Bergen-Belsen e infine è giunto nella Palestina del Mandato Britannico. Come è accaduto anche ad altri ragazzi della sua età che si sono trovati coinvolti dalla guerra, a quindici anni non c'era praticamente niente della vita che non conoscesse. Eppure la fiducia nel futuro in lui è rimasta intatta grazie alla sua fantasia, all'amore per i giochi che sapeva inventarsi, alla capacità meravigliosamente infantile di astrarsi anche dalla fame e dalla malattia grazie ai suoi soldatini. Sono questi i “soldatini di piombo” che danno il titolo al libro che è anche la sua autobiografia, appena ristampata presso l'Editore Fabbri (postf. di A. Faeti, trad. di E. Loewenthal, Milano 2003). Un altro suo romanzo apparso in traduzione italiana questo stesso anno è Corri ragazzo, corri (trad. di D. Merlo, Salani, Milano 2003), che narra la storia vera di un ragazzino ebreo che riuscirà a sopravvivere alla persecuzione e allo sterminio grazie ad un inguaribile ottimismo. Può sembrare strano, ma i libri di Orlev trasmettono molto amore per la vita, e rispetto per quello straordinario mondo interiore che i bambini riescono a costruirsi e che li aiuta a sostenere il peso della realtà anche quando questa va molto al di là di quanto dovrebbe essere umanamente sopportabile.

            Il Premio “Cento” che gli è stato conferito è il più prestigioso premio italiano per la letteratura per i bambini e i ragazzi. Della giuria fanno parte anche i giovani lettori delle scuole, e il fatto che Orlev lo abbia ricevuto rappresenta quindi la conferma del suo apprezzamento non solo da parte della critica, ma anche del pubblico. Si tratta della prova che persino dei libri “difficili” come quelli che raccontano della Shoà possono essere letti e amati, purché sappiano parlare con molta semplicità e al di fuori di ogni retorica.

 

 

La  Giuntina editrice