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Zeruya Shalev


Una relazione intima 

Una storia coniugale 
Note biografiche

 

 

Una relazione intima 

Casa editrice frassinelli

Una storia forte, erotica, carnale, che ruota attorno alla morbosa passione della giovane Yaara - borghese, colta, sposata - per un amico del padre, molto più vecchio di lei, ambiguo e oscuro, e alla burrascosa relazione che intrecciano. Lui è un libertino nel quale magnetismo animale e peccaminosità si mescolano a una rovinosa decadenza e a uno sconfinato cinismo; per lei i momenti di piacere sono segnati dall'umiliazione e dal disprezzo. Eppure Yaara ne è attratta in maniera ossessiva, lo cerca, lo bracca attraverso le persone e gli eventi che in qualche modo li accomunano, si lascia usare, si ritrova in situazioni grottesche descritte allo stesso tempo con passione e con il distacco di uno spettatore disincantato. Perseverando nella sua pazzia, Yaara finisce con il corrodere il suo mondo: la carriera si affossa, il matrimonio va in pezzi, la famiglia la emargina. Eppure la sua non è una follia distruttiva, ma il disperato, inconsapevole tentativo di riappropriarsi di un'identità attraverso il corpo. Yaara, risvegliata alla vita dal vecchio predatore, non saprà più accettare di un'esistenza immutabile e stereotipata. E dopo un percorso 'iniziatico' volutamente mortificante, si ritroverà sola, libera, nuova. Una straordinaria prova narrativa, un romanzo affascinante, scandito da una scrittura torrenziale, che espone magistralmente il dramma umanissimo di una donna in crisi.

 

Una storia coniugale 

Casa editrice frassinelli


Un mattino il risveglio coglie Naama alla sprovvista: nella notte un oscuro incantesimo si è impossessato del marito, che con terrore scopre di non potersi più muovere dal letto. Un esordio kafkiano, scioccante, che rievoca il ben noto tema dell'alienazione familiare. Poco tempo dopo la paralisi com'è venuta se ne va, per lasciare il posto ad altre manifestazioni, subitanee e allarmanti, sintomi di un disagio intimo di cui l'uomo è il catalizzatore, ma non l'unico depositario. Nella rincorsa e poi nell'attesa di una 'normalità' che non tornerà mai più, i legami vanno in pezzi e i componenti del piccolo nucleo - padre, madre e figlia - vengono scaraventati in altrettanti universi divisi e non comunicanti. Pervaso da una possente e palpabile fisicità, dall'amore come dalla malattia e da ogni gesto quotidiano, sconvolgente nel realismo dell'esasperata claustrofobia con cui è dipinto il microcosmo domestico, un romanzo coraggioso che esplora le relazioni familiari a partire da quello che in tutte le epoche e in tutte le civiltà ne è stato il fulcro e il collante: la donna. Naama, voce narrante che, come un flusso inarrestabile, dipana la storia nel suo svolgersi tingendola di impressioni, ricordi, rivelazioni improvvise, è infatti la protagonista in una vicenda in cui l'immobilità fisica risulta indissolubilmente legata all'immobilismo interiore a cui si è consegnata e di cui, forse, si libererà nell'ambiguo e sorprendente finale.

 

Note biografiche

E' nata nel 1959 nel Kibbutz Kinneret e attualmente vive a Gerusalemme, dove lavora come editrice e scrittrice.Con Una storia coniugale  ha vinto il Golden Book Prize dell'unione degli editori israeliani e dell'Ashman Prize.
E' stata ospite del Festivaletteratura di Mantova ed. 2001.

 

 

La  Giuntina editrice

 

                                      

rotusitala@tiscali.it