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Benjamin Tammuz
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Londra |
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Requiem per Naaman: cronaca di discorsi famigliari |
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Il re dormiva quattro volte al giorno |
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Il frutteto |
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Il minotauro |
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La storia dell'amicizia tra un giovane e un vecchio, entrambi ebrei, che si ritrovano a Londra nel secondo dopoguerra, sfuggiti alla Mitteleuropa dei pogrom e dell'Olocausto. Il giovane è un brillante studioso d'arte, ma il suo unico scopo apparente è di arricchirsi con il commercio di dipinti falsi o autentici, perché solo i soldi possono dargli la libertà e l'identità che i non-ebrei gli negano. Il vecchio, al contrario, rifugge il denaro e anche l'integrazione per quella via nel mondo dei non-ebrei. Negli anni trenta a Berlino ha frequentato Walter Benjamin, Martin Buber, Vasilij Kandinskij, e ora vive in povertà e gli sta a cuore solo il destino degli ebrei, perché sono il popolo del Libro e quindi il simbolo dello Spirito. I due si muovono in una Londra che accoglie rifugiati da ogni angolo del mondo, mentre il Tamigi scorre indifferente ai loro destini e i rigattieri di Portobello, di Bayswater, di Soho, nascondono ignari i capolavori del passato. Dal difficile rapporto tra i due uomini nascerà una strana amicizia che ruota attorno al significato e al valore misterioso delle cose e al destino della nostra civiltà. |
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Requiem per Naaman: cronaca di discorsi famigliari Casa editrice e/o Il romanzo di Benjamin Tammuz è una saga famigliare che ripercorre, attraverso le vicende dei singoli componenti la dinastia, quasi un secolo di storia. I membri della famiglia, che ha in Efraim Abramson il suo capostipite, rispecchiano le caratteristiche peculiari del popolo ebraico: da una parte un pragmatismo capace di superare ogni ostacolo e di raggiungere grandi obiettivi, dall'altra un animo sognante e poetico troppo estraneo alle brutture del mondo per saperle affrontare. Lo Stato d'Israele si sviluppa anch'esso con due diverse anime: una collettiva e egualitaria, l'altra fortemente dominata dalla volontà di supremazia sulla popolazione araba e conservatrice. Due dimensioni si contrappongono, la poesia e le armi: tale è la ricchezza di questo popolo, le sue contraddizioni e la sua sofferenza; un popolo che, afferma Tammuz, è stato dato in dono a tutti i popoli, fin dall'antichità, come giocattolo, perché lo potessero usare a loro piacimento. Ma Hitler esagerò e le Nazioni furono costrette a condannarlo: non tanto perché volesse sterminare gli ebrei, ma per qualche altra sua idea insopportabile in democrazia. Da questo presupposto l'autore non può che guardare con infinito amore e pietà tutti i suoi personaggi, anche i più apparentemente aridi e avidi. Certo al lettore restano maggiormente nel cuore la bellezza celeste dei personaggi che fuggono, uccidendosi, dalla banalità del quotidiano, e il fascino dell'utopia di chi impiega tutta la vita per affermare un ideale, unica vera ragione del nascere dello Stato di Israele. (da
Café Letterario) |
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Il re dormiva quattro volte al giorno Casa editrice e/o Il protagonista di questa fiaba, l'unica dello scrittore israeliano, è un bambino, Yekutiel, di cui seguiamo la crescita fino al farsi uomo, e che riesce a mantenere un candore e una saggezza di cui è sprovvista la maggior parte dei suoi simili. Yekutiel trae la sua forza spirituale dalla propria diversità (è nato con una gobba che lo deforma) e da un rapporto profondo con la natura. Ma il paese dove vive è abitato da gente con strane abitudini, una delle quali è stare sempre in guerra con i popoli confinanti. Così, quando scoppia l'ennesima guerra, Yekutiel attraversa la frontiera e con il suo flauto "versa il veleno della pace nei cuori dei nostri arditi combattenti, e tutti quelli che sentono la sua musica diventano mansueti". |
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Casa editrice e/o Una storia feroce e morbosa in cui due fratelli si contendono tutto all'ultimo sangue: la terra ereditata dal padre e l'amore della stessa donna. Una parabola sul conflitto tra arabi e ebrei. *************** da "Il frutteto"
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Casa editrice e/o "Thea questa lettera non è firmata e temo che non ci incontreremo mai". Questo l'inizio dell'inquietante corteggiamento a una giovane donna, incontrata in autobus, da parte di un agente del Mossad. Chi è veramente l'agente? Come fa conoscere ogni mossa di Thea in anticipo? E' responsabile della morte del fidanzato di Thea? Questo romanzo è insieme una storia d'amore e una spy story e ci conduce nel mondo misterioso della passione e del tradimento. ************** L'attesa di Thea Ho
scoperto questo libro tre anni fa e mi è apparso subito come una
folgorazione. Sotto forma di spy story, è una delle più belle storie
d’amore che abbia mai letto. Forse perché non ha a che fare col
possesso, ma col destino, non è la mano che coglie il fiore, ma il
cuore che attende e — lo sapeva già Gozzano — le più belle sono
«le rose che non colsi». (da Tempi) |
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Benjamin Tammuz (1919-1989) nasce in Russia, ma già nel 1924, quando Benjamin ha solo cinque anni, la sua famiglia si lascia alle spalle gli orrori della rivoluzione bolscevica e si trasferisce in Palestina, terra dove è in atto quel movimento di immigrazione e risorgimento ebraico che porterà nel 1948 alla nascita dello Stato di Israele. B.T. studia legge e scienze economiche all’università di Tel Aviv e, più tardi, storia dell’arte alla Sorbona di Parigi. Per molti anni è redattore della pagina letteraria del quotidiano israeliano Ha’aretz e per quattro anni attaché culturale dell’ambasciata di Israele a Londra. Autore prolifico di letteratura anche per l’infanzia, ha ricevuto diversi riconoscimenti letterari internazionali. |