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Cristina
Berardi, Nuoro
Di come, grazie ai libri, sono indenne
e splendono lucenti le mie penne
Un giorno, per sventura, sono stata rapita.
E, piena di paura si è fatta la mia vita.
Maestra pendolare, non volli più viaggiare.
E grazie a una misura piuttosto straordinaria,
presi sede sicura come bibliotecaria.
Ero un paperottino sgusciato dal suo uovo,
che non trova il cammino nel mondo tutto nuovo…
“Io sono una maestra…”, com’ero spaventata!
Mi sentivo maldestra, stupida… criticata…
Ma poi ho prestato i libri, li ho letti a classi intere…
E per incanto ho amato d’amore il mio mestiere.
L’anatroccolo goffo ora si è trasformato.
Il suo passetto buffo adesso è più aggraziato.
Tra le pagine amiche disinvolta mi muovo,
mi piaccion le fatiche del mio lavoro nuovo.
La biblioteca accoglie, è isola e tesoro,
profuma di vaniglia; e i libri sono oro.
… Pennuta tra i pennuti, sto sempre coi pulcini,
perché ogni tre minuti arrivano i bambini!
Ai libri appena nati, faccio festa a Bologna:
così mi sento un cigno… e anche un po’ cicogna!
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Sabrina
Giarratana, Bologna
La brutta filastroccola
Scritta male sono nata
Goffa, timida e sgraziata
Non ho un suono divertente…
Non ho un senso congruente…
Faccio orrore, mamma mia
Chi mi legge, scappa via!
Ma perché le mie sorelle
Sono tutte nate belle?
Hanno forme assai perfette
Sono allegre e un po’ civette
Voglio anch’io essere bella
Come questa e come quella…
Sarò mai una filastrocca?
Farò ridere la bocca?
Troverò una famiglia?
Un bel libro che mi piglia?
C’è nessuno che mi coccola?
Son la brutta filastroccola.
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