Home

Non dire di me che ho fuggito il mare
Alberto Melis

A causa delle leggi razziali del 1938 vennero espulsi dalle scuole italiane 6500 studenti e 700 docenti, quasi tutti di fede ebraica. Altri docenti ancora verranno poi espulsi per la loro non adesione al fascismo. Il professor Cipriani immaginato in questo romanzo per ragazzi, non sarebbe mai stato tra questi.





(...) Il professor Cipriani sapeva tutto dei giudei.
Diceva che era per colpa loro che era scoppiata la guerra. Perché erano tutti demoplutocapitalisti e bolscevichi della peggior risma, oltre che bugiardi e traditori. Così che il mondo era andato sottosopra e ci sarebbe voluto un mucchio di tempo, per rimettere a posto le cose.
Al professor Cipriani, quando parlava dei giudei, qualcosa si incendiava sul viso e negli occhi.
Ogni settimana ci leggeva un brano dei Protocolli dei Savi di Sion , il patto segreto sottoscritto da tutti i giudei di tutti i paesi per arrivare al dominio del mondo, marciando a grandi passi nell'aula e battendo i talloni sul pavimento come se anche lui indossasse una divisa. Lui che era mezzo cieco e piccolo e storto e gobbo, a furia di stare chino sui libri. 
Poi ci faceva ripetere tutto ad alta voce, perché nessuno si dimenticasse di quanta perfidia si nascondeva nelle sinagoghe, dove ogni notte si malediceva Nostro Signore Gesù.
Io, finché mio padre non era tornato dal fronte, a quelle cose ci avevo creduto.
Ma lui una sera trovò il mio quaderno degli appunti, lo lesse da capo a fondo e senza dire niente lo fece in mille pezzettini.
Più tardi lo sentii parlare sottovoce con mia madre, in camera da letto.
Lei sembrava molto preoccupata.
- E' pericoloso - disse.
Lui prese a camminare a grandi passi avanti e indietro, e poi affermò: - Non voglio che i miei figli s'imbevano di questo veleno! - Alzò la voce: - Sono tutte menzogne, non è vero niente, niente!
Mia madre per un po' stette in silenzio, poi si rifece avanti con voce dolce ma decisa:
- E' pericoloso, ti dico. Che dirà domani Matteo al professor Cipriani?
Mio padre allora ebbe uno scatto d'ira, uno dei suoi, come gli succedeva sempre più spesso, da quando era tornato a casa. Strinse a pugno le due sole dita che gli erano rimaste nella mano sinistra, poi afferrò il paralume e lo scagliò contro la parete.
- Ti ho detto che sono tutte coglionate!!!
Seppi così che anche mio padre diceva le parolacce. E che quelle che ci insegnava il professor Cipriani erano tutte coglionate. (...)








Vai al Lunario dei Giorni di Scuola su Facebook