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Autobiografia
Mark Twain

Quando il genio assoluto di Mark Twain (Samuel Langhorne Clemens), il primo grande narratore statunitense, animò sulla carta gli straordinari Tom Sawyer e Huckleberry Finn, probabilmente non inventò nulla che non avesse già visto coi suoi occhi sulle sponde del Mississipi: comprese le signore Horr tutte Bibbia e Verga.





(...) Cominciai ad andare a scuola quando avevo quattro anni e mezzo. A quei tempi nel Missouri non vi erano scuole pubbliche, ma ve n'erano due private: tasse, venticinque centesimi alla settimana per alunno, che si riscuotevano se si poteva. La signora Horr insegnava ai bambini in una piccola casa di tronchi all'estremità sud della via principale. Il signor Sam Cross insegnava ai più grandicelli in una casa di legno e mattoni sulla collina. Io fui mandato dalla signora Horr e rammento distintamente il mio primo giorno in quella piccola scuola di tronchi d'albero, anche se son passati sessantacinque anni e più: rammento, almeno, un episodio di quel primo giorno. Spezzai una riga e fui avvertito di non farlo di nuovo, altrimenti la punizione per un'altra riga rotta sarebbe stata una sferzata. Non tardai a romperla e la signora Horr m'ingiunse di uscire, trovare una verga e portargliela. Ero contento che avesse scelto me, perché pensavo che avrei potuto prenderne una adatta alla bisogna con miglior criterio di qualsiasi altro. Trovai nel fango un'assicella di quercia di quelle usate una volta dai bottai, larga due pollici, spessa un quarto di pollice, terminante a un'estremità con una leggera curva. Tutto intorno vi erano delle assicelle nuove dello stesso tipo, ma io presi questa, benché fosse marcita. La portai alla signora Horr, gliela porsi e restai davanti a lei in un atteggiamento sottomesso e rassegnato che mi sembrava adatto a vincere il favore e la pietà; ma così non fu. Essa divise in parti eguali un lungo sguardo di grande disapprovazione fra me e l'assicella; quindi mi chiamò col mio intero nome, Samuel Langhorne Clemens - e forse fu la prima volta che lo udivo sfilare così come una processione - e disse che si vergognava di me. Più tardi dovevo imparare che quando un maestro chiama un ragazzo con l'intero nome sono in vista guai. Disse che avrebbe cercato di scegliere un ragazzo che avesse un criterio migliore del mio in fatto di bacchette, e mi rattrista ancora ricordare quanti visi s'illuminarono per la speranza dell'incarico. Lo ebbe Jim Dunlap, e quando tornò con la bacchetta che aveva scelto mi accorsi che se ne intendeva. (....)







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