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Maghi, Draghi e Cavalieri

Fiabe per i più piccoli

con Cd Audio

 

2007

 

   

Maghi draghi e cavalieri

(anteprima)

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Marianna e il Gigante

   C'era una volta una principessa di nome Marianna che voleva diventare cavaliere.      Ma suo padre il Re non ne voleva sapere.
   "Non si è mai vista una principessa diventare Cavaliere!" borbottava. "Soprattutto una principessa con le trecce bionde!"
   Marianna allora decise di fare così: di giorno avrebbe fatto la principessa, ma ogni sera, quando tutti erano convinti che riposasse, avrebbe imparato di nascosto ad andare a cavallo e a usare la spada, come un vero cavaliere.
   Fu una vera fortuna! Perché un brutto giorno arrivò nel Regno un Gigante burlone che aveva il vizio di fare brutti scherzetti. E tra tutti gli scherzetti quello che preferiva era questo: si levava la testa dal collo, la posava sul tavolo di cucina, al posto della testa metteva una grossa zucca e andava in giro a spaventare la gente.
   "Non possiamo affrontare quel Gigante!" dissero i cavalieri al Re. "Ci fa troppa paura!"
   Marianna allora prese la sua spada, montò a cavallo e andò incontro al Gigante, che dormiva in un prato e aveva posato la testa lì vicino.
   "Ora ti farò io, un bello scherzetto!" disse.
   Prima che il gigante potesse accorgersi di qualcosa, prese la sua testa, la portò in un campo di zucche e aspettò che si svegliasse.
   "Che succede? Dove sono?" chiese la testa del gigante. E si spaventò così tanto, quella testa, trovandosi sola soletta in quel campo di zucche, che se avesse avuto le gambe sarebbe fuggita veloce come il vento, ve lo dico io!
   "Guarda un po', una zucca che parla!" disse invece Marianna, facendo finta di arrivare in quel momento.
   "Io non sono una zucca!" piagnucolò il gigante. "Ti pare che una zucca abbia la bocca per parlare? Sono solo... una povera testa!"
   "Se tu fossi veramente una testa staresti attaccata sul collo di qualcuno!" obiettò Marianna. "Farò così, ti cucinerò per cena e ti mangerò, insieme a un cavolfiore."
   La testa del gigante per la paura diventò verde proprio come un cavolfiore. Poi pianse e giurò solennemente che da quel giorno sarebbe rimasta attaccata al suo collo e non avrebbe mai più spaventato nessuno.
   Fu così che Marianna riportò la testa dove l'aveva trovata e che quel burlone di gigante diventò finalmente un gigante con la testa a posto. In quanto al Re, nominò subito Marianna Primo Cavaliere di Corte. E per quanto visse non volle vicino a sé nessun altro cavaliere che non avesse un bel paio di trecce bionde!


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L'Isola che non c'è

   C'era una volta, in mezzo al mare, un'isoletta assai speciale.
   A volte c'era e a volte non c'era. A volte sì e a volte no.
   Ma quando c'era era proprio una festa, perché nell'isola vivevano sette fatine turchine che danzavano intorno a un albero di melagrane, suonando sette violini e cantando allegre canzoncine che facevano innamorare chi le ascoltava.
   Un brutto giorno però arrivò sull'isola un terribile Drago che aveva tre teste e molto appetito.
   "Buone queste melagrane" disse alle fatine, assaggiandone una. "Le mangerò proprio tutte. A voi invece vi terrò prigioniere" e così dicendo le chiuse tutte e sette in una gabbia.
   Fortunatamente, proprio quella notte, una vecchia tartaruga che doveva deporre le sue uova nella sabbia passò per caso lì vicino. E le sette fatine, tra un singhiozzo e un sospiro, le dissero:
   "Cara amica, solo tu puoi aiutarci."
   "Non mi chiederete mica di affrontare il Drago a Tre Teste?" chiese un po' dubbiosa la vecchia tartaruga, che era una tartaruga assai per bene ma non aveva molto coraggio.
   "No di certo" risposero le fatine. "Però qualcosa per noi potresti farla ugualmente: vai a cercare un prode cavaliere che venga in nostro aiuto."
   La vecchia tartaruga si tuffò in mare per cercare un prode cavaliere, e nuota di qua e nuota di là (era un'ottima nuotatrice, per essere una tartaruga), ne trovò giusto uno a cavallo di una barchetta rovesciata.
   "Buongiorno" disse la vecchia tartaruga.
   "Buongiorno" rispose educatamente il prode cavaliere.
   E dopo aver chiacchierato un po' di questo e un po' di quello, la tartaruga gli spiegò così e cosà quello che era successo e lo pregò di seguirla.
   Il prode cavaliere remò dietro la vecchia tartaruga per uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette mari, e dopo aver visitato un sacco di isole e isolette (non è mica facile ritrovare un'isola che non c'è, anche per una tartaruga in gamba come la nostra), poté finalmente sbarcare sull'isola giusta.
   Aspettò che scendesse la notte, e quando il Drago a Tre Teste si addormentò dopo aver mangiato una melagrana, sfoderò la sua spada e provò ad avvicinarsi.
   Sapete però come sono fatti questi furbissimi Draghi a Tre teste, vero? Se con la prima testa dormono, e con la seconda russano, con la terza tengono gli occhi bene aperti! Così che il Drago, vedendo che qualcuno si avvicinava, si sollevò in tutta la sua altezza, facendo fuoco e fiamme dal naso e dalle orecchie, e il cavaliere si prese un bello spavento!
   Fortunatamente a salvarlo ci pensò la vecchia tartaruga. Che con un po' di coraggio prese la rincorsa e fece lo sgambetto al Drago.
   A quel punto al prode cavaliere non restò che afferrare una lunghissima corda, legare il Drago come un salame e chiuderlo nella gabbia al posto delle fatine.
   "Ci hai salvato, nostro eroe!" dissero le fatine al prode cavaliere. E per ringraziarlo danzarono tutta la notte intorno all'albero di melagrane, pizzicando le corde dei violini e cantando allegre canzoncine, così che lui si innamorò di tutte e sette e non lasciò mai più l'isola.
   La vecchia tartaruga invece, visto che si era stancata di nuotare, salì a cavallo della barchetta rovesciata e con quella se ne andò a zonzo per i sette mari, alla ricerca di un'isola più tranquilla dove deporre le uova.