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Lunario dei giorni di scuola



Cosa può lasciare, in dono, un maestro che si appresti a prendere congedo dalla propria funzione? Poco, probabilmente, e non solo perché non abbia guadagnato granché. O, forse, anche, moltissimo: il conseguimento della capacità di provare ed esprimere apertamente sentimenti che muovono sia il riso sia il pianto; emozioni; parole. Ma sarà necessario avere agito - magari anche sgradevolmente - senza rinunciare alla propria composita essenza: severità, stranezze, alterità, malinconie, la convinzione che l'infanzia sia l'aurora del mondo umano. Potrà lasciare parole: magari poche, ma riassuntive davvero del senso della propria presenza nel vasto mondo. E poi la memoria di una voce che faceva pensare alle foreste, alla solitudine, al vento. Un universo, insomma - ovviamente braccato dal potere. (Giuseppe Pontremoli in commento al racconto L'ultima lezione del signor Sulitjema di Anna Maria Ortese)



 Dedicato a Don Milani, al Lev Nikolaič Myškin di Dostoevskij e al Signor Sulitjema di Anna Maria Ortese.




L'introduzione alla prima raccolta di testi
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Con Giuseppe Pontremoli: il progetto interrotto
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Prima settimana

Un maestro si mette in testa di diventare un angelo

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La pecora nera
Israel Joshua Singer
Adelphi Ed.


Israel Joshua Singer, fratello maggiore del Premio Nobel Isaac Bashevis Singer, raccontò anch'egli un universo, quello degli shtetlekh ebraici dell'Europa Orientale, destinato a scomparire del tutto e per sempre a causa dello sterminio nazista. Israel Joshua percepì nitidamente ciò che stava per accadere al suo popolo, ma morì in America, nel 1944, prima che la tragedia fosse resa nota. Ogni sua pagina, anche queste dedicate a un maestro "danzante" fuori dall'ordinario, resta un monumento alla Memoria di ciò che era e non tornerà mai più.

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Prima settimana intermezzo

All'inizio dell'estate del 1970
Abraham B. Yehoshua
  in Tutti i racconti
Einaudi


Mentre la guerra e la violenza mettono a repentaglio le vite degli studenti, un insegnante già in pensione da un pezzo non riesce a staccarsi dalla sua vecchia scuola e dall'unico ruolo su cui ha fondato la sua intera esistenza: quello del Maestro il cui compito è prendersi cura degli altri. Una figura destinata a inciampare inesorabilmente sulle asperità del grottesco e del ridicolo, perché nessuno è indispensabile e perchè i tempi e i destini dei maestri non sono mai sovrapponibili a quelli degli alunni.

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Prima settimana secondo intermezzo

 La buona terra

Pearl S. Buck

Mondadori

 

Nel romanzo più noto di Pearl Sydenstricker Buck, Premio Nobel per la Letteratura nel 1938 e profonda conoscitrice della civiltà agropastorale cinese del primo Novecento, un maestro accoglie nella sua scuola i due figli del contadino Wan Lung, il maggiore e il minore, e prima ancora di cominciare a insegnargli a leggere e a scrivere, li battezza con due nuovo nomi, Nung En e Nung Wen: avendo la prima parola comune ad entrambi i nomi il significato di “colui la cui ricchezza viene dalla terra”.

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Seconda settimana


Un ritratto
Federigo Tozzi

Federigo Tozzi (1888 - 1920), ebbe un'infanzia e un'adolescenza ingombre di un padre tiranno - l'oste senese Ghigo del Sasso, "un quintale e mezzo d'uomo con corte mani che (...) diventavano magli" - e un persistente pessimo rapporto con la scuola e con gli insegnanti, al punto che dopo ripetuti insuccessi ed espulsioni non riuscì a finire gli studi. Va da sé che questo breve ritratto al vetriolo - suggestione confortata dalla propensione del grande scrittore toscano alla sovrapposizione di "dolorosi" elementi autobiografici in tutta o quasi la sua opera - sembra avere il retrogusto un po' acre del regolamento di conti postumo. Sulla mappa geo-letteraria delle maestre narrate a cavallo tra Ottocento e Novecento, questa istitutrice tristissima e irrimediabilmente guasta si situa esattamente agli antipodi della maestrina deamicisiana che insegnava nella "prima inferiore numero 3, quella giovane col viso color di rosa, che ha due belle pozzette nelle guancie, e porta una gran penna rossa sul cappellino."
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Seconda settimana intermezzo

La lente focale
Otto Rosemberg

Marsilio

Nei ricordi autobiografici di Otto Rosemberg, piccolo sinto internato in uno dei primi campi di raccolta degli "zigeneurs" tedeschi, la figura del signor Barwich, il maestro che ogni mattina faceva il saluto nazista, non ha una connotazione negativa: ma era ancora il tempo dell'innocenza, prima che l'universo si capovolgesse e iniziasse il Porrajmos, lo sterminio.
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Terza settimana


L'idiota
 Fëdor Dostoevskij



In uno dei brani più intensi e struggenti del grande narratore russo capita che un Vero Maestro si nasconda nei panni di un Idiota, la cui ragionevole follia parla lo stesso linguaggio dei bambini che a lui accorrono come pane dello stesso pane e carne della stessa carne. Ai maestri dell'Istituzione e delle aule chiuse, resta solo la miseria della resa dei conti.
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Terza settimana intermezzo


Gli ultimi della classe
  Paola Tavella
Mondadori


Una scuola difficile e una Maestra speciale, Greta, che  succeda quel che succeda non abbandona Davide. Perché Davide ha avuto in sorte di nascere in uno dei quartieri più difficili di Napoli, ha il padre in carcere e si stupisce persino se qualcuno organizza una festa per il suo compleanno.  Ora che è quasi primavera Greta e Davide si siedono insieme nel prato, attenti a non finire nella spazzatura o sulle ortiche, con l'atlante aperto sulle ginocchia. E ogni tanto ridono sino alle lacrime.
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Quarta settimana


Il Re dei Bambini

Acheng

Bombiani Ed.

In una nota introduttiva alla sua Trilogia dei Re Acheng riporta un vecchio detto cinese secondo il quale «Se in casa c’è grano sufficiente alla sussistenza, non si va a fare il Re dei bambini". Ovvero non si diventa Maestri di Scuola. Nel suo racconto, ambientato ai tempi della Rivoluzione Culturale Proletaria, il Re dei Bambini è un giovane cooptato al mestiere da una brigata di operai e contadini. Che strada facendo, come a volte capita tra i banchi di scuola, si illumina di una coscienza che lo spinge a evadere dalle direttive del Partito e del suo Testo Unico per l'istruzione. Diventando così, per un esile soffio di tempo, un Re ad altezza dei reali bisogni delle sue ragazze e dei suoi ragazzi, prima che il Regime e il Testo unico riprendano il sopravvento.
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Quarta settimana intermezzo


Edmondo De Amicis

Amore e ginnastica

Pubblicato quasi in sordina e considerato quasi un esercizio di stile e di capacità d'introspezione dell'animo adulto dopo la pubblicazione di Cuore, presenta nuove figure di insegnanti tese alla rincorsa del Grande Sogno: la costruzione a partire dalla scuola di uno spirito nazionale popolare e unitario. Sospinto sottotraccia dal consueto anelito socialista e positivista, De Amicis ci regala un'altra singolare figura, la maestra Pedoni, che viveva di un solo pensiero, la ginnastica, a cui si dedicava evitando ogni "mollezza e ogni sdolcinatura" . La maestra  alla "prima occhiata riconosceva se una ragazza avesse attitudine o no alla ginnastica, esaminava i corpi malformati, cercava le spalle asimmetriche, i petti gibbosi, gli addomi prolassati, le ginocchia torte, e studiava di correggere ciascun difetto".
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Quinta settimana


 L'obbedienza non è più una virtù

Don Lorenzo Milani 
(Libreria Editrice Fiorentina)

In queste poche righe il senso più profondo dell'esperienza di Barbiana, dove le "cose" si facevano "insieme", e dove il Maestro Don Milani disobbediva ai Potenti ma nel contempo esigeva dai suoi ragazzi tutto ciò che potevano dare non tanto a lui quanto a sé stessi, nell'imponente misuraresa necessaria dalla loro povertà e dal loro svantaggio sociale. Una lotta di riscatto sui libri animata da tutto l'amore possibile per la giustizia e l'uguaglianza.

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 Una storia così

Silvio D'Arzo

Giuseppe Pontremoli, che amava particolarmente Silvio D'Arzo, trasse da questo romanzo il titolo del suo importante e fortunato saggio: Elogio delle azioni spregevoli. Essendo queste azioni le più aborrite dal Signor Tobia Corcoran, Direttore del Premiato Collegio Minerva, che così soleva dire: "Uno studente dai sei anni in avanti non può compiere azione più immorale, malvagia, spregevole, pericolosa, allarmante che leggere libri che non siano i tre libri di testo. E a sua volta un maestro dai vent'anni in avanti non può compiere azione più infamante, allarmante, pericolosa, spregevole, malvagia, immorale che far leggere libri che non siano i tre libri di testo"

Meno male, suggeriva Giuseppe Pontremoli, che poi al Premiato Collegio Minerva arrivò il maestro supplente Teddy Tedd, uomo pieno di espedienti e risorse.

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Sesta settimana


  La scuola o la scarpa

Tahar Ben Jelloun


Interprete delle mille linee di confine, ma anche incessante costruttore di ponti tra le due sponde del Mediterraneo, lo scrittore marocchino ci propone la figura di un maestro qualunque. Che in un villaggio nordafricano così insignificante da essere un nulla, un nulla vuoto e tondo come una zucca - metafora di ogni aula da riempirsi di presenze e rapporti esemplari, pena la perdita di sé e degli altri - va in cerca dei suoi alunni che all'apprendimento hanno sostituito per necessità il lavoro sottopagato in una fabbrica di scarpe. Ecco allora che il maestro qualunque, un maestro esemplare, si pone delle domande e soprattutto si pone in ascolto: in questo brano anche di un vecchio saggio, "maestro" pur esso in senso lato, che sa che ad aspettarli, i bambini, sempre ritornano.


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 I VIAGGI DI GULLIVER

  Jonathan Swift



I maestri di Lilliput sono saggi e severi ed educano i loro allievi ai principi dell'onore, della giustizia, del coraggio, della modestia, della clemenza, della religione e dell'amore per la propria terra. Quasi niente altro ci dice Swift di loro, salvo che sorvegliano attentamente i genitori nelle loro due visite annue ai bambini, affinché non si verifichino fastidiosi incidenti quali tenerezze, sbaciucchiamenti  e altre malintese affettuosità. 


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Settima settimana


 Opinioni di un clown

Heinrich Böll

Mondadori



Dal capolavoro di Einrich Böll un brano della genesi dell'irriducibile alterità di Hans Schnier, ingenerata anche da un maestro di scuola, il signor Brühl, che come molti altri sopravviverà, dopo la fine del nazionalsocialismo, anche alle proprie inconfessabili vergogne.

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L'uomo nell'astuccio

Cechov

In uno dei più folgoranti brani del grande drammaturgo russo, un professore triste come un venerdì di pioggia e senza alcun senso del ridicolo, sostiene che "andare in bicicletta è una distrazione del tutto sconveniente, per un educatore dei giovani".

Perché "se il maestro va in bicicletta, che rimane da fare agli scolari? Non resta loro altro che camminare sulla testa".


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Ottava settimana


Veglie alla fattoria presso Dikan'ka

Nikolaj Vasil'evič Gogol'

Rizzoli


Dalle pagine di "Ivan Fëdorovič Špon'ka e la sua zietta", apparso nel secondo volume delle "Veglie" di Gogol, grandissima opera animata nei gelidi e interminabili inverni della Piccola Russia - dove tutto era racconto e magia - un terribile professore, dalla faccia abbellita dal vaiolo, che per indole e per comvenzione non perdona.


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Giacomo Noventa

Il grande amore e altri scritti

 Marsilio

"Sarebbe opportuno leggere questa nota dopo il racconto (che Noventa scrisse nel 1947 intitolandolo La vacca) perché essa non può essere costituita che dalle parole che lo stesso Noventa gli faceva seguire: 'Questa storia può sembrare molto buffa, ma non è una storia buffa. È una storia molto commovente, e quasi dolorosa, sebbene sia una storia di tutti i giorni. Molti possono scrivere quel che ho scritto io stesso: "Di fronte agli uomini ingenui e ai fanciulli abbi pudore anche del tuo pudore", ma quasi mai e quasi nessuno riesce a mettere in pratica un consiglio simile, o principio che sia. Noi agiamo quasi tutti come la buona maestra: rischiamo di ferire il pudore degli ingenui e degli innocenti quanto più vogliamo proteggerlo. Troppo fortunati, se la loro ingenuità e la loro innocenza sono così grandi da soverchiare il nostro moralismo e da impedirgli di nuocere' ".

(Giuseppe Pontremoli)
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Nona settimana


Tom Sawyer
Mark Twain



Alla ferocia e alla protervia di certi Maestri di Scuola, spesso restituiti sulla carta tali e quali alle figure reali che li ispirarono, fanno spesso da contralto gli sconfinati eroismi dell'infanzia, giocati a volte solo per "due lunghe trecce di capelli biondi penzolanti su una schiena", o per la speranza di un moto di ammirazione che forse verrà e forse non verrà, così come accade in questo breve brano del capolavoro di Mark Twain.


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ERODA

Il maestro di scuola

Dobbiamo al poeta greco Eroda, vissuto presumibilmente a Coo nel terzo secolo avanti Cristo, questa scenetta popolare assai lontana dai più vasti respiri del grande mimografo Teocrito, a lui contemporaneo. Istigato dalla massaia Metrotima che non riesce ad averla vinta su suo figlio Cottalo, il maestro di scuola si arma di coda di bue, il nerbo sodo, ma senza alcun successo: cosa che la dice lunga, anche in termini storici e cronologici, sulla vacuità delle punizioni corporali e sulle eterne dinamiche tra maestri e Gianburrasca di turno, antelitteram compresi. La versione che qui proponiamo è un adattamento di quella che Giovanni Setti pubblicò nel 1893, traducendo in prosa questo mimo che Eroda compose in versi giambici (e che quindi è propriamente un mimiambo), con irresistibile piglio toscano.


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Decima settimana


Storia di una maestra
Josefina Aldecoa
Sellerio


Josefina Aldecoa (1926-2011), scrittrice e fondatrice del prestigioso istituto artistico Colegio Estilo a Madrid, riportò in forma narrativa i ricordi di sua madre, che fu davvero maestra e maestra militante per una vita intera, prima nella Guinea spadroneggiata dai coloni bianchi e poi nella Spagna repubblicana i cui sogni morirono all'alba del Franchismo: perché Maestre e Maestri si resta per sempre, quale che sia la trincea, sia nel progresso che nella più feroce e irrimediabile delle sconfitte


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Apologia di Socrate

di Platone

Durante il suo processo inutilmente Socrate negò di essere l'uomo di cui poi parlò Aristofane: un "sapiente che specula sulle cose celesti, che indaga i segreti di sotterra, che le ragioni deboli fa apparire più forti e questo insegna". Perché maestri si è anche senza volerlo essere,  e a volte se ne paga il prezzo.

 

 



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Undicesima settimana


La zizzania
 Grazia Deledda

In questo breve racconto pubblicato nel 1930 dai Fratelli Treves nella raccolta La vigna sul mare, Grazia Deledda ci propone la figura di un Maestro a suo modo esemplare, che rinuncia alla vendetta non solo per le galline che gli sono state rubate, ma anche per il suo gatto - uno di famiglia - scuoiato e arrostito sulla brace. La zizzania, suggerisce la Deledda, è erba cattiva che occorre separare dal grano: ma in tempi di ghiaccio e di fame - quando l'odore della morte penetra nelle case col vento di scirocco e il buio delle nuvole - grano e zizzania restano inestricabilmente avvinti l'uno all'altra. Per poter sopravvivere.




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ROBERT WALSER

 I temi di Fritz Kocher

Adelphi

Robert Walser conosceva molto bene la scuola, e ne ha scritto reiteratamente. La conosceva, ma soprattutto sapeva guardarla, con sguardo limpidamente impietoso. In un altro dei "temi di Fritz Kocher" (del 1903) ha parlato de La professione: "Di fare il medico non ho voglia, per fare il parroco non ho attitudine, per fare il giurista non ho la pazienza, e quanto a fare l'insegnante... piuttosto la morte. I nostri professori, come minimo, sono tutti infelici, lo si vede. Vorrei fare il guardaboschi".

(Giuseppe Pontremoli)

 


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Dodicesima settimana


Bambini di farina
Anne Fine
Salani

Anne Fine, straordinaria autrice inglese tanto impietosa e caustica con gli adulti quanto complice appassionata del mondo dell'infanzia e dell'adolescenza, ci offre in questo brano tratto da uno dei suoi migliori romanzi per ragazzi il quadretto scolastico di un tentativo di inganno e di una Resistenza. Inganno vanamente ordito da un insegnante già sconfitto in partenza, e Resistenza che anche se non opposta in virtù di fini propriamente positivi, finirà per condurre i protagonisti di questa storia a un lieto e inaspettato fine.

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Dodicesima settimana intermezzo


Grandi speranze

Charles Dickens

Nell'arduo percorso educativo del giovane Pip  la prima pietra miliare, e insieme il primo inciampo, è certamente costituito dalla prozia di Mr. Wopsle, il cui progetto educativo si può riassumere in questo modo: gli "scolari mangiavano mele e ficcavano fuscelli di paglia l'uno nella schiena dell'altro, fino a che la prozia di Mr. Wopsle non raccoglieva tutte le sue energie e, vacillando, li colpiva indiscriminatamente con una verga di betulla".

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Tredicesima settimana


Il paese delle vocali
Laura Pariani
Casagrande ed.

Scriveva Giuseppe Pontremoli, a proposito di questo brano "La scuola dovrebbe essere così, fatta di storie, dice la Luisina, dimostrando di essere davvero piuttosto grande, "grandaséla", addirittura saggia, capace di sintesi illuminanti. Una persona saggia, sì, forte della dirompente mitezza dei suoi nove anni. Di questa sua frase noi vogliamo fare una bandiera. E a tutte le signorine Sirena appassionatamente suggeriamo di non mancare mai di avere nella borsa nel cuore nella voce almeno un esemplare di flauto incantatore, un contenitore di parole vive. Potrebbe servire ad acquietare un po' persino i più grandi delle ultime file; e forse l'indiavolare di centoventitre coatti potrebbe trasformarsi nella scoperta della possibilità di rimettere in scena tutti gli anfratti della propria vita, anche dentro a quell'assurdo stanzone altrimenti gremito di intollerabili estraneità. Parola pizza, vurégia drizza."

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Tredicesima settimana intermezzo


Il triplice destino

Nathaniel Hawthorne



Quale carica può rendere un uomo pari ai sovrani e ai potenti della Terra? In qualche epoca e in qualche Paese - che non sono la nostra epoca e il nostro Paese - poteva capitare di sentirsi dare questa risposta: "Nientemeno che quella di maestro nella scuola del villaggio!".
A patto però che certe bizzarrie e fantasie della  giovinezza siano state corrette dal tempo.

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Quattordicesima settimana


 La maestrina Boccarmè
 Luigi Pirandello

Nel tòpos ottocentesco delle "maestrine" affette dalle stigmate di un avverso destino, la Mirina Boccarmè di Pirandello rappresenta un apice tanto nella forma che nel contenuto. Sia per l'ineguagliabile asciuttezza della voce narrante, che si muove come di consueto da un punto di vista maschile paterno e padrone, sia per l'ineluttabilità della definitiva sconfitta. Prima di tutto della donna, ma anche della maestra.


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Quattordicesima settimana intermezzo


Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

J. k Rowling

Salani



Nella folta schiera di insegnanti di Hogwarts la professoressa Sibilla Cooman, esperta di Divinazione interpretata da Emma Thompson nella riduzione cinematografica, appartiene a quella categoria di Maestri che il più delle volte sbagliano: ma che poi, costi quel che costi, si schierano sempre dalla parte dei propri alunni.

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Quindicesima settimana


Cristo si è fermato a Eboli
 Carlo Levi
Einaudi


Carlo Levi, medico, pittore, scrittore e intellettuale antifascista, tra i fondatori a Parigi di Giustizia e Libertà, venne inviato al confino in Lucania nel 1935. Anni dopo raccontò in questo libro la scoperta, per lui inaspettata e sconvolgente, di un Sud ancestrale e contadino, magico e lontano, ancora fuori da ogni Storia se non la propria. In questo universo minore le figure dei Maestri di Scuola appaiono incarnite in un Potere che più che altrove appare da operetta.

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Quindicesima settimana intermezzo

I ragazzi Montessori

Teresa Porcella

Raffaello edizioni

Nella Children Farm School Erdkinder di Pilarcito, scenario montessoriano del romanzo di Teresa Porcella (per la cronaca struttura realmente esistita nei pressi di San Francisco), i caratteri reali, le inclinazioni e le attitudini degli insegnanti hanno scarsissima importanza.
Perché non importa "sapere chi è il maestro".
Importa solo che, grazie a lui, i ragazzi riconoscano sé stessi e le proprie potenzialità.



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Sedicesima settimana



Il Ragazzo e il Maestro di Scuola
Jean De La Fontaine 

La Fontaine trovò probabilmente l'ispirazione per questa favola, che appare nella prima raccolta pubblicata a Parigi nel 1668, più che nella similare versione esopica conosciuta con il titolo "Il ragazzo che faceva il bagno" (che secondo alcuni era sconosciuta nella Francia del Seicento), in un brano del Gargantua e Pantagruele di Rabelais, laddove frate Gianni minaccia i suoi compagni di viaggio di lasciarli annegare nel fiume, tenendo loro "un bello e lungo sermoncino de contemptu mundi et fuga saeculi". Il maestro di scuola qui fustigato per la sua "burbanza magistrale" - nell'originale appellato anche con il più generico termine di magister -, è uno dei 123 personaggi umani che La Fontaine inserì direttamente nelle sue favole, senza sostituirli con le figure vicarie degli animali.

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Lina Unali

 L'anno della Tigre

Dai Racconti di Chin

Lina Unali, studiosa di origini sarde, ci ricorda con questo antico racconto cinese che a volte i maestri si comportano con i propri alunni come i gatti con la tigre: non insegnano mai tutto, sempre rimane qualcosa d'importante, di non detto, di non spiegato.

Forse per questo tigri e gatti, alunni e maestri, a volte continuano a sentirsi nemici.



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Diciassettesima settimana


Pinocchio
Carlo Lorenzini "Collodi"

Il maestro di Pinocchio ha la stessa consistenza di un'ombra evanescente, una figurina senza sembianze umane e senza nome che percorre solo poche righe dell'Avventura del burattino, giusto il tempo perché un monello ignaro di qualsiasi infausto destino ne delimiti dal proprio punto di vista la funzione e il ruolo: "Il maestro si lascia dire. È pagato apposta per brontolare tutti i giorni."
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Il Vecchio e il Bambino

Claude Berri

Una classe può essere una tana, dove i cuccioli possono crescere giocando tra pari, oppure una gabbia dove la sopravvivenza è messa ogni giorno a rischio dalla ferocia del branco. In questo brano del romanzo di Claude Berri, da cui poi lo stesso regista e sceneggiatore francese trasse l'omonimo film, un bambino ebreo costretto a cambiare identità e nome percorre stringendo i denti la lunga strada per la sopravvivenza.

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Diciottesima settimana


Ragazzo Negro
 Richard Wright
Einaudi

Dal capolavoro autobiografico di Richard Wright una delle tante tappe di un lunghissimo e faticoso percorso di afrancamente ed emancipazione. Dalla società segregazionista dei bianchi ma anche da un mondo adulto - qui personificato da una zia maestra affetta da vuoto rigore e ipertrofica religiosità - che non percepisce quanto in un ragazzo possa essere radicato il senso natuarale della giustizia.

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Diciottesima settimana intermezzo


Il maestro dei ragazzi
Giovanni Verga

Il maestro dei ragazzi di Verga, in quanto a sfortuna e  destino segnato dall'ineluttabile sconfitta, non ha niente  da invidiare alle "maestrine" ottocentesche, così spesso restituite sulla carta con sottesa e sottile ferocia.

"Ogni giorno, mattina e sera, tornava a passare il maestro dei ragazzi, con un fanciulletto restìo per mano, gli altri sbandati dietro, il cappelluccio stinto sull'orecchio, le scarpe sempre lucide, i baffetti color caffè, la faccia rimminchionita di uno ch'è invecchiato insegnando il b-a-ba, e cercando sempre l'innamorata, col naso in aria".

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Diciannovesima settimana


 Le guerre di Ada

Laura Pariani - in Il corno d'Oro

Sellerio



Dalla raccolta d'esordio di Laura Pariani, una maestra che si pone molte domande e che molte domande pone all'autorità costituita: non tanto per sapere, ché già sa - tutta l'implacabile durezza del mondo - quanto per annunciare una sconfitta.

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Diciannovesima settimana intermezzo


 I fratelli Karamazov
Fiodor Dostojewskij



Nel capolavoro del grande scrittore russo, al maestro
Dardanelov, campione di purezza e delicatezza, succede quello che a ciascun maestro o a ciascuna maestra prima o poi capita nella sua vita tra i ragazzi: una domanda alla quale è costretto a rispondere in modo goffo e approssimativo, perché non a conoscenza della risposta esatta. Un inciampo che Dardanelov gestisce in modo tanto umano quanto goffo, negando l'evidenza e dando così ai ragazzi prova della sua debolezza.

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Ventesima settimana


Le Confessioni di Sant'Agostino 


Dal Libro Primo delle Confessioni di Agostino d'Ippona, ritenuto uno dei massimi pensatori del Cristianesimo del primo millennio, un breve brano che già porta con sé la più significativa frattura esperenziale del Dottore della Chiesa (prima sedotto dal profano e poi teso al divino) e che nel contempo offre uno spaccato dei Maestri allora avvezzi all'uso di "cavalletti e unghioni e simili forme di tortura".


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Ventesima settimana intermezzo


Francesco Enna

 Il bambino di porcellana

Condaghes ed.

Capita a volte che anche i migliori insegnanti, folgorati da un dolore troppo grande, mutino ciò che sono stati per una vita intera e si trasformino in insopportabili esseri di pietra pomice. E' questo che capita a un anziano professore dopo la scomparsa di sua moglie: un vero e proprio ritiro dal mondo che lo spingerà a barricarsi in una casetta cinta da impenetrabili mura. Almeno fino a quando nella sua vita non entrerà Davide, un bambino speciale, uno dei primi bambini autistici a comparire in un romanzo per ragazzi in Italia.

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Ventunesima settimana


Zazie nel metro
Raymond Queneau
Einaudi

"Parigi è solo un sogno (...), Zazie il sogno di un'ombra (o di un incubo) e tutta questa storia il sogno di un sogno, l'ombra di un'ombra, poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota". Così scrisse Queneau a proposito del suo romanzo croce e delizia. Zazie, una bambina non ancora raggiunta dall'ombra dell'al­bero della scienza del bene e del male, avrebbe detto Elsa Morante, da grande vorrebbe diventare maestra di scuola.
Ma con intenti non propriamente educativi.



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Ventunesima settimana intermezzo


Il ladro e il suo maestro
Jacob e Wilhelm Grimm



Da questa fiabetta dei fratelli Grimm un maestro ladro che, come spesso succede, viene superato e infine annichilito dall'allievo.


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Ventiduesima settimana


Giobbe. Romanzo di un uomo semplice
Joseph Roth
Adelphi


Il protagonista dello struggente capolavoro di Joseph Roth, il maestro di scuola Mendel Singer, qui descritto nell'incipit del romanzo, è solo in apparenza un fratello minore del Giobbe biblico. In realtà l'intensità del suo dolore, e la potenza del lamento con cui si rivolge a Dio, sono inversamente proporzionali alla sua povertà e alla sua mitezza. Al punto da fargli guadagnare, in chiusura di questa grande storia, il giusto riposo "dal peso della felicità e della grandezza dei miracoli".


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Ventiduesima settimana intermezzo


  Nello storico romanzo di Luigi Bertelli (che assunse lo pseudonimo Vamba dal nome di un giullare nell'Ivanhoe di Scott), il professor Muscolo preso di mira dallo "sciagurato" Giovanni Stoppani, alias Giannino, alias Gian Burrasca, ha tanta autoritaria ridicolaggine da meritarsi certamente più di una beffa. Beffe peraltro sempre all'acqua di rose e mai veramente incarognite, come nello stile di Vamba, toscano anche lui come Collodi, ma infinitamente meno pinocchiesco.

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Ventitreesima settimana



Maestra di campagna
Carola Prosperi

In questo racconto di Carola Prosperi, scomparsa a 97 anni nel 1981, capostipite delle scrittrici italiane di "genere" (rosa, recitano le note biografiche, ma anche "di racconti per ragazzi"), appare un'insegnante che appartiene propriamente alla categoria delle maestrine immolate dal destino sull'altare della sfortuna: una "ragazza anziana" destinata a dissolversi nei ricordi di tutti come "l'ombra di un'ombra". Maestra di campagna è apparso nel volume Vocazioni, del 1919.

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Ventitreesima settimana intermezzo



Il segreto di Luca
Ignazio Silone
Mondadori

L'ex maestro di scuola Andrea Cipriani rientra al suo paese e Don Serafino, il parroco, lo racconta a modo suo: un buon maestro ma dal carattere difficile e scontroso, un uomo bizzarro a tal punto che "se fosse stata una fanciulla l'avrei giudicata un'isterica". Un uomo che, soprattutto, non riuscuiva a stare zitto, e che all'inizio "di una delle guerricciole mosse dal passato governo" disse "in piazza, in un crocchio di conoscenti: 'E' un'ignominia'."
E tanto basto perché venisse imprigionato.


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Ventiquattresima settimana


Dago Red
John Fante
Einaudi

Tratto dal racconto "Professionista" apparso nella superba raccolta Dago Red pubblicata a New York nel 1940, questo brano ci racconta di una maestra amata da un bambino, poi adolescente, in modo talmente sottaciuto da apparire ancora più appariscente: roba da cattolici, avrebbe sottolineato Bandini, dato che lui è un "dago", un ragazzino di origine italiana, e lei una giovane suora.



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Ventiquattresima settimana intermezzo


La grande Gilly Hopkins
Katherine Paterson
Piemme

In uno straordinario romanzo per ragazzi due persone molto arrabbiate si fronteggiano, una ragazzina che ce l'ha col mondo intero e che odia gli adulti, e un'insegnante che ha imparato a controllare la sua rabbia, che non è meno infinita di quella della sua alunna.
Sarà in questo modo che tra la grande Gilly e la signorina HARRIS-6 si innalzerà un ponte destinato a rimanere in piedi anche quando si ritroveranno lontane l'una dall'altra.


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Venticinquesima settimana


Si chiamava Friedrich
Hans Peter Richter
Piemme

In un accuratissimo saggio di Erika Mann pubblicato qualche anno fa dalla Giuntina di Daniel Vogelmann, "La scuola dei barbari", veniva descritto in che modo l'intero sistema d'istruzione tedesco si compenetrò, sotto il nazionalsocialismo, alla volontà di cieca e feroce potenza del Terzo Reich. In questo breve brano tratto dal romanzo per ragazzi di Hans Peter Richter, si coglie per intero la caratura di una tragedia che pure ebbe le sue sfumature, qui colte da un io narrante che seguirà le vicende di Friedrich sino al loro tragico epilogo.



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Venticinquesima settimana intermezzo


L'ultima lezione del signor Sulitjema
Anna Maria Ortese
In sonno e in veglia - Adelphi


Cosa può lasciare, in dono, un maestro che si appresti a prendere congedo dalla propria funzione? Poco, probabilmente, e non solo perché non abbia guadagnato granché. O, forse, anche, moltissimo: il conseguimento della capacità di provare ed esprimere apertamente sentimenti che muovono sia il riso sia il pianto; emozioni; parole. Ma sarà necessario avere agito - magari anche sgradevolmente - senza rinunciare alla propria composita essenza: severità, stranezze, alterità, malinconie, la convinzione che l'infanzia sia l'aurora del mondo umano. Potrà lasciare parole: magari poche, ma riassuntive davvero del senso della propria presenza nel vasto mondo. E poi la memoria di una voce che faceva pensare alle foreste, alla solitudine, al vento. Un universo, insomma - ovviamente braccato dal potere.

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Ventiseiesima settimana


I ragazzi della via Paal
 Ferenc Molnar

Insieme a Cuore di Edmondo "dei Languori", I Ragazzi della via Paal è stato uno dei libri maggiormente castigati dai furori della rivoluzione culturale post '68, a causa del suo presunto carattere militarista e guerrafondaio. Un torto mai pienamente riparato che ancora getta un'ombra, tanto malevola quanto ingiusta, sul capolavoro ambientato nell'Ottavo Distretto di Budapest, a pochi passi dell'antico quartiere ebraico. Dove un gruppo di compagni di scuola, per difendere il proprio spazio di gioco, si allerta in "banda" e Associazione, anche contro il parere del professor Racz, chiamato in queste pagine a rappresentare l'estraneità del mondo adulto alle ragioni dei ragazzi.



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Ventiseiesima settimana intermezzo


Alla Scuola
Matilde Serao

Apparso nella raccolta Piccole anime nel 1883, Alla scuola è uno dei più riusciti racconti brevi della scrittrice candidata sei volte al Premio Nobel e prima donna in Italia ad aver fondato e diretto un quotidiano.
Ancora oggi, i maestri e le maestre che leggono la folgorante descrizione in odore di autobiografia che Serao fece delle aspiranti insegnanti dell'epoca, non riescono a  rifuggire da un brivido sulla schiena. Perché a scuola ci si sta sì con tutti sé stessi, ma coltivando l'arte di celare le proprie angosce.



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Ventisettesima settimana


Il barone rampante
Italo Calvino

Nel secondo romanzo della trilogia I nostri Antenati Calvino ci propone la figura di un Maestro-Precettore, l'Abate Fauchelafleur, a cui capita la peggiore delle umane sventure: quella di andare incontro alla morte "senza aver capito, dopo una vita intera dedicata alla fede, in che cosa mai credesse, ma cercando di credervi fermamente fino all’ultimo." Non inganni la distaccata ironia con cui il poveruomo viene tratteggiato sulla carta: è solo uno dei colpi di frusta che Calvino assestava agli uomini prigionieri della propria sorte.



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Ventisettesima settimana intermezzo


Anna Karenina
Lev Tolstoj


Nel capolavoro del grande scrittore russo il giovane e sofferente Serza vorrebbe gettare un ponte tra lui e il suo maestro. Il quale però appartiene alla schiera degli insegnanti sordi e ciechi, ovvero a quelli che hanno rimosso ogni ricordo della propria infanzia e che perciò mai accederanno al segreto custodito da ogni Buon Maestro: non esiste scienza che possa essere riconosciuta tale dal bambino se non quella capace di muoversi all'altezza del suo cuore.


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Ventottesima settimana


Dubrovskij
Aleksandr Sergeevič Puškin
 
In questo romanzo, scritto tra il 1832 e il 1833 e più volte mutilato dalla censura zarista, un brigante - Robin Hood prima si sostituisce a un maestro francese e poi si presenta a un padrone "che coi maestri (avec les outchitels) non fa complimenti e ne ha già frustati due a morte". Cattiva abitudine che con il nuovo Maestro non verrà posta in essere: da cui si deduce che per venire rispettati a volte occorre essere un po' briganti. Anche a scapito di un povero orso.
 

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Ventottesima settimana intermezzo


LA MAESTRINA D'INGLESE

Carlo Dossi

(Goccie d'inchiostro)

 
  Carlo Dossi (Carlo Alberto Pisani Dossi), scrittore ottocentesco in odore di scapigliatura, fu autore straordinariamente precoce, anche nell'abbandonare poi la narrativa per una carriera diplomatica che lo spinse verso altri interessi. La sua "maestrina" d'inglese, improvvisatasi tale per bisogno economico e per sussulti del cuore, è una piacevolissima dimostrazione del suo ecclettismo espressivo e della sua ironia. Rivolti allora soprattutto alle "signore lettrici", per le quali la sua misura narrativa era sempre spumeggiante nello stile e sempre parca nella misura: una goccia appena d'inchiostro, per l'appunto.
 

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Ventinovesima settimana


Alice nel paese delle meraviglie
 Lewis Carroll

Dal visionario capolavoro del reverendo Lewis Carrol, pubblicato nel 1865, assumiamo che possano esistere Maestri e Maestre in fondo al mare. A patto che siano capaci di insegnare catino, greto, marografia, disdegno e bruttificazione.




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Ventinovesima settimana intermezzo


Registro di classe
Sandro Onofri
Einaudi

Sandro Onofri, oltre che intellettuale e scrittore di notevolissimo spessore, è stato uno di quei preziosi "Maestri" (prima di morire precocemente insegnava in un Istituto Tecnico di Pomezia dove "su settanta alunni solo uno ha letto Pinocchio"), capaci di coniugare il lucido scontento per una scuola allo sbaraglio con l'ostinata felicità dell'essere nell'esserci  tra i suoi ragazzi e le sue ragazze.
Da Registro di classe, che uscì postumo nel 2000, si propone qui il disarmante e illuminante atto d'accusa di alcuni alunni, dopo una assemblea di classe, secondo i quali Onofri era insegnante "troppo di sinistra.

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Trentesima settimana


Ascolta il mio cuore
 Bianca Pitzorno
Mondadori


Il romanzo più noto e fortunato di Bianca Pitzorno è in gran parte un racconto autobiografico. Anno scolastico 1949-1950 di una quarta elementare a Sassari: la signora Sforza è una maestra dagli occhi vitrei e dalla naturale propensione all'ingiustizia di classe.




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Trentesima settimana intermezzo


Prima i bambini
Toni Morrison
Frassinelli

Toni Morrison, prima scrittrice afroamericana a ricevere il Nobel per la Letteratura, ci propone, anche se solo incidentalmente, perché figura minore sullo sfondo della tragedia della protagonista in cerca di sé, una maestra talmente brutalizzata e sconfitta dalla vita da risultare del tutto aliena a ciò che un tempo, in un'altra vita e in un'altra storia, fu  tra i banchi della sua scuola. Perché una bambina assetata di amore materno ha salvato sé stessa accusando lei del peggiore dei crimini contro l'infanzia: consegnandola per sempre, lei che era innocente, alla ferocia sui vinti.
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Trentunesima settimana


Di mestiere faccio il maestro
Marco Rossi-Doria
L'ancora del mediterraneo
 


Rossi Doria è stato uno degli ideatori della pratica dei Maestri di Strada a Napoli, perché «La scuola, fatta così come è fatta, serve davvero molto poco ai poveri e agli esclusi». In questo breve e drammatico brano sono sintetizzati l'eroismo, la capacità, lo spessore umano e la fatica dell'essere dei buoni Maestri, o delle buone Maestre, oggi.





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Trentunesima settimana intermezzo


Le Vie dei Canti

 Bruce Chatwin

Adelphi

Dai Taccuini ne Le vie dei Canti, l'intreccio dei fili della memoria che Chatwin inserì nel corpo vivo della narrazione del walkabout degli aborigeni australiani - la sinfonia del mondo nella geografia esperenziale di suoni e sentieri -, compare all'improvviso il maestro di un villaggio in Cina. Un maestro che ha, anch'esso, molti ricordi del passato, e i polsi sfregiati dalle catene.





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Trentaduesima settimana


Storie allegre
Carlo Lorenzini - Collodi

Scambio fulminante e divertente, alla Collodi, tra un alunno, un babbo e un Maestro. Le Storie allegre vennero pubblicate a puntate sul Giornale per i Bambini e poi edite in volume nel 1887. Niente da aggiungere salvo la notazione sulla persistenza, centotrenta anni dopo, di taluni ruoli e atteggiamenti squisitamente italiani.






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Trentaduesima settimana intermezzo


I ricordi mi guardano

Tomas  Tranströmer

Iperborea

Tomas  Tranströmer, grande poeta svedese premio Nobel per la Letteratura nel 2011, nella sua prima e ultima opera di narrativa  insegue  i ricordi di quell'infanzia raffigurata spesso come la "testa" di una cometa, il non luogo dove tutto si forma e tutto si determina, così denso e inquietante che ad avvicinarsi troppo si prova a volte una sensazione di morte. In questo breve brano autobiografico, una ridotta ma folgorante galleria di insegnanti accomunati dall'essere tutti o quasi dei cattivi maestri,  tanto efficienti quanto storicamente e umanamente perdenti.


 
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Trentatreesima settimana


La ragazza ebrea
Hans Christian Andersen


Quasi tutti i nostri più amati scrittori europei dei secoli passati, salvo pochi illuminati, sono inciampati nell'orrore dell'antigiudaismo inconsapevole.
A difesa del buon Andersen, spesso cantore degli Ultimi della Terra, valga pensare che quelli erano ancora i tempi in cui in tutte le chiese cristiane, nella notte del venerdì santo, si recitava l'Oremus et pro perfidis Judaeis. Vennero poi i tempi ancor più da lupi della Shoah, l'incontro di Jules Isaac con Papa Roncalli, il Concilio Vaticano II e il perdono chiesto ad alta voce da Karol Józef Wojtyła: forse anche per questa "piccola bambina ebrea", il cui destino sulla carta è già segnato dalla feroce bontà del suo Maestro.





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Trentatreesima settimana intermezzo


I Buddenbrook

Thomas Mann 

(Mondadori)

 
In questo brano del primo imponente romanzo pubblicato dal grande scrittore tedesco, premio Nobel  nel 1929, appaiono degli insegnanti i quali, persino nella rigida cultura scolastica dell'epoca, sclerotizzata sui valori mercantili e borghesi, riescono a vivere con leggerezza il loro ruolo,
"concordi nel ritenere che la scienza e l'allegria non si escludano a vicenda".




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Trentaquattresima settimana


La casa tra gli
Renate Welsh
Piemme

In uno dei romanzi più riusciti della scrittrice austriaca la storia di due ragazzini alla soglia dell'adolescenza che scoprono sé stessi e l'altro/l'altra da sé: con una sensibilità che è insieme unica e doppia, anche nel pesare la protervia e la violenza di un maestro nazista.






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Trentaquattresima settimana intermezzo


Il maestro giusto
Gianni Rodari



Dal grande Mago delle filastrocche un breve componimento che ci ricorda che per imparare occorre a volte cercarsi il giusto Maestro.






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Trentacinquesima settimana


Una storia di amore e di tenebra
Amoz Oz
Mondadori

Dal capolavoro autobiograficio di Amos Oz il breve e intenso schizzo di una straordinaria maestra di bambini e di gatti. Il nome di Oz, scomparso nel 2018, è iscritto così per sempre nel novero dei grandi scrittori rimasti immeritatamente fuori dall'albo d'oro del Nobel per la letteratura.





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Trentacinquesima settimana intermezzo


Il tulipano nero
Alexandre Dumas padre


Maestro e allieva a volte si diventa per reciproca elezione, anche quando, come nel romanzo che Alexandre Dumas padre diede alle stampe dopo i fasti della saga de I tre moschettieri e de Il Conte di Montecristo, il primo è un prigioniero e la seconda e la figlia del suo carceriere: complice una Bibbia e il comune sogno del tulipano nero.







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Trentaseiesima settimana


Diario di una maestrina
 Maria Giacobbe
Il Maestrale
 

Diario di una maestrina, opera prima della scrittrice sardo-danese Maria Giacobbe, vincitrice del premio Viareggio nel 1957 e poi tradotta in quindici lingue, è il resoconto-diario di una esperienza di frontiera, per quanto frontiera interna, la Barbagia terra ancora lontana ed Altra: almeno quanto risuona lontano e Altro il punto di vista di chi qui la descrive.






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Trentaseiesima settimana intermezzo

L'ombra allo specchio

Giacoma Limentani

La Tartaruga ed.

Si parla spesso di "cattivi maestri", ma non sempre a proposito. Sì, perché il ricorso a questa categoria avviene quasi soltanto per indicare chi si sia fatto promotore di percorsi culturali e politici di varia eclatante malvagità. Non intendiamo certo qui dire che essi non esistano: esistono, e sono in gran numero. Ma coloro di cui parla Giacoma Limentani nella sua limpida narrazione di domande vanno ben oltre costoro, e sono legioni. Non sempre appariscenti, anzi spesso camuffati sotto spoglie dimesse, procedono imperturbabili, imbottiti di guanciali e in sonno e in veglia, mai turbati da insonnia. Ricchi delle meraviglie della notte, gli insonni di tutto il mondo non hanno da perdere che le loro catene. 

g.p.

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Trentasettesima settimana


Un anno a Pietralata
Albino Bernardini


Tullio de Mauro, nella prefazione all'ultima edizione di Un anno a Pietralata, dal quale Vittorio De Seta trasse il fortunato sceneggiato televisivo Diario di un maestro, scrive che con questa opera e col successivo Le bacchette di Lula (tradotto in 26 lingue), Albino Bernardini "si collocò in prima fila nella schiera di maestre e maestri cui dobbiamo gran parte del cammino "progrediente" delle nostre scuole...". Nel nostro lunario però preferiamo ricordare Albino Bernardini per ciò che umanamente non fu e non ebbe mai la tentazione di essere. Ovvero, per utilizzare le parole di Gianni Rodari nell'originale prefazione del 1968, uno di quei tanti maestri che lavorando nelle borgate romane si arroccavano dietro il muro razzistico che li divideva dagli "esseri umani – bambini, donne, uomini" -  tra i quali avevano "la sensazione di essere capitati per castigo".

pitzornog



Trentasettesima settimana intermezzo


Lettere perdute e frammenti

Bruno Schulz

Feltrinelli

 Bruno Schulz fu ucciso il 19 novembre 1942, con due colpi di pistola, in strada, da un nazista. Aveva cinquant'anni. Fino ad allora aveva pubblicato due libri, Le botteghe color cannella e Il Sanatorio all'insegna della clessidra: racconti che non vanno oltre le duecento pagine ma sono riusciti a far dire a I.B.Singer che in alcuni di essi Schulz riesce a essere più grande di Kafka. Si è favoleggiato a lungo, e si continua ancora, a proposito di un suo mai ritrovato romanzo, Il Messia; in ogni caso scrisse poco, ma David Grossman ha detto: "Schulz che scrive un intero romanzo? Dovrebbero cucirne insieme le copertine per evitare che trabocchi nella notte. La vita esplode in ogni pagina scritta da lui. Improvvisamente la vita diventa degna del suo nome: un'immensa battaglia, intrapresa simultaneamente con ogni strumento del linguaggio a tutti i livelli del conscio e dell'inconscio, del sogno sfumato e dell'incubo". Per quindici anni Schulz insegnò disegno e attività manuali (nel ginnasio e nella scuola elementare, per completare l'orario), vessato da problemi burocratici e umiliazioni. La scuola gli stava davvero stretta, portandolo ad affermare in una lettera del 1934 che "questa professione mi è venuta a schifo fino al vomito". 

(g.p.)

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Trentottesima settimana

Jeeves sta alla larga
Pelham Grenville Wodehouse
Mursia

In questo brano tratto da Jeeves sta alla larga, Bertie Wooster, uno degli scoppiettanti personaggi che più ricorrono nell'eterna commedia di Wodehouse, viene a sapere che presto incontrerà Aubrey Upjohn, il suo vecchio e inflessibile direttore alla Scuola preparatoria di Malvern House, Bramley-on-Sea. Inutile aggiungere qualsiasi commento, trovandoci qui nel leggerissimo universo degli "allegri cretini" dell'aristocrazia inglese che Wodehouse amava bonariamente fustigare - poiché "con quei cretini era politicamente d'accordo, ma artisticamente in disaccordo", come ha scritto Lucio Villari - salvo forse che ben capiamo il sentimento di sconforto del giovane Wooster. Non c'è dubbio, infatti, che a ciascuno di noi sia capitato di incontrare nella sua carriera scolastica almeno un Aubrey Upjohn da dimenticare.


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Trentottesima settimana intermezzo

La penna rossa
Marino Moretti
Sellerio

Nel racconto di Moretti un'altra "maestrina" ottocentesca, questa volta niente affatto sfigurata dalla mannaia della sfortuna ma bensì immolata  carne, sangue e aspirazioni al capolavoro di De Amicis, il Cuore al quale aveva  uniformato non solo la carriera ma anche i suoi pensieri e il suo aspetto fisico.
Va da sé che quando il Grande Edmondo si materializza nella sua scuola, alla maestrina dalla penna rossa non resti che portare a compimento il suo pronarsi a un destino immaginato per lei sulle pagine di un libro.


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Trentanovesima settimana


Scuola normale femminile

Matilde Serao 

Matilde Serao, grandissima scrittrice e giornalista (prima donna a fondare e dirigere un quotidiano, il Mattino, nel 1892) frequentò da ragazza la Scuola Normale Femminile, destinata a diventare poi l'Istituto Magistrale. Di sé e delle sue compagne aspiranti maestre dirà poi: “Qualcuna di noi aveva la povertà, quasi tutte una miseria decente – e chi un fratello ebete, chi un padre paralizzato, chi una matrigna tormentatrice, qualche piaga celata con cura, qualche vergogna celata con nobile pietà, qualche infelicità, qualche ingiustizia del destino, a cui la rassegnazione era completa”.
E poi un durissimo futuro, qui veicolato non da una proiezione letteraria di un luogo comune, la malasorte di "genere" delle maestrine dell'Ottocento, ma dalle note con le quali la Serao ripercorre sulla carta i tragici passi a venire delle sue compagne di scuola.

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Trentanovesima settimana intermezzo


Lessico famigliare
Natalia Ginzburg

Einaudi

Nel romanzo autobiografico di Natalia Ginzburg, premio Strega nel 1963, compare una maestra supplente che infierisce su un bambino ebreo nell’epoca precedente le leggi razziali. Non per dichiarata adesione al fascismo, né per conclamato antigiudaismo, ma solo, misfatto ancor più grave, per incommensurabile stupidità.


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Quarantesima settimana


Verità su una maestrina
 Giorgio Scerbanenco

Giorgio Scerbanenco (Volodymyr-Džordžo Ščerbanenko, figlio di un'italiana e di un ucraino morto nella Rivoluzione Russa), per il quale Oreste del Buono coniò l'appellativo di "macchina per scrivere storie", pubblicò nel 1989 una raccolta di 376 racconti, quasi tutti di "genere", intitolata La vita in una pagina.
Verità su una maestrina orchestra ancora una volta un leitmotiv che affonda le sue radici nell'Ottocento. Quello della "maestrina" segnata dalle stigmate della sfiga, contro la quale, come tutti ben sanno, niente può, neppure l'amore degli alunni.


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Quarantesima settimana intermezzo


Lettera a una professoressa
Don Lorenzo Milani

Libreria editrice fiorentina

Opera collettiva composta dai ragazzi di Don Milani e sotto la sua guida, Lettera a una professoressa anticipò di un soffio e insieme stimolò l’epoca della grande contestazione alla scuola di classe brutalmente punitiva nei confronti degli alunni provenienti dai ceti meno abbienti, in barba ai dettati della Costituzione Italiana. Un testo politicamente ingenuo ma fortemente visionario nel porre sul banco degli imputati l’inganno dei percorsi didattici e delle valutazioni uguali per tutti, attraverso cui le “professoresse” fungevano da vestali della selezione.

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Quarantunesima settimana


Ricordi di scuola
Giovanni Mosca

Giovanni Mosca, prima di diventare il grande vignettista satirico, scrittore e giornalista che fu (fondatore del Bertoldo con Giovannino Guareschi e poi direttore del Corriere dei Piccoli), insegnò per qualche anno nelle scuole elementari, esperienza sulla quale poi compose l'appassionato ed esilarante Ricordi di Scuola. Fuori divertissement letterario e sottotraccia, questo breve passo serva a meditare sulla tragica essenza delle ultime riforme della Scuola: ovvero sulla riproposizione di un rapporto arcaico tra "direttore" e insegnanti, basato se non proprio sul tracotante paternalismo di queste pagine umoristiche, certamente su un rapporto gerarchico di stampo burocratico e autoritario.


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Quarantunesima settimana intermezzo


Lidya la regina della terra promessa
Uri Orlev

Salani

 Uri Orlev, il grandissimo scrittore israeliano autore soprattutto di romanzi per ragazzi, da bambino si ritrovò a vivere la tragedia del Ghetto di Varsavia, dove sua madre venne assassinata dai nazisti, prima che lui e suo fratello venissero deportati a Bergen Belsen. Sopravvissuto allo sterminio e rifugiatosi in Israele, Orlev ha spesso restituito nei suoi libri bambini e bambine scampati aa Shoah, in questo caso una ragazzina che incontra una maestra che non è ebrea ma che si offre ugualmente volontaria per insegnare in un kibbutz.

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Quarantaduesima settimana


Non dire di me che ho fuggito il mare
Alberto Melis
Condaghes


A causa delle leggi razziali del 1938 vennero espulsi dalle scuole italiane 6500 studenti e 700 docenti, quasi tutti di fede ebraica. Altri docenti ancora verranno poi espulsi per la loro non adesione al fascismo. Il professor Cipriani immaginato in questo romanzo per ragazzi, non sarebbe mai stato tra questi.


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Quarantaduesima settimana intermezzo

Matilde
Roald Dahl
Salani

Figura ormai mitica e non solo tra gli amanti di Roald Dahl, la signorina Spezzindue - miss Trunchbull, Trinciabue, nella sua versione cinematografica – è probabilmente il più gustoso esempio di vendetta postuma contro le donne (e gli uomini) di scuola “sbagliati”, che ognuno di noi ha incrociato almeno una volta nella sua infanzia scolastica: donne (e uomini) che odiano i bambini, violenti, sbroccati, del tutto inutili e grottescamente ridicoli.


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Quarantatreesima settimana


Il Mistero della Collina
Giuseppe Pontremoli



Essere Maestri ed esser Cantastorie. Giuseppe Pontremoli, scomparso il 9 aprile del 2004, lo è stato in tutta la sua grande vita. Insegnando anche a noi che l'abbiamo amato a "(...) raccontare storie ai bambini, cioè aiutarli a crescere, aiutarli a imparare a vivere. Vivere e crescere. Non sopravvivere, non trascinarsi; non: adeguarsi all’esserci consentendo comunque. Vivere e crescere - e cambiare quindi (…). Allora però è necessario che dietro il raccontare, prima del raccontare, ci sia qualcosa di enorme, come il senso stesso della propria esistenza. Una passione vera, almeno, che muova e accompagni - che perseguiti forse; che non lasci respiro al respiro affannoso, all’arrancare, e che aliti invece il proprio respiro ampio. Si può chiamare amore, dolore, Dio - ognuno ha la propria storia - non è il nome che conta, quel che è essenziale è che la rivelazione ci sia e sia mantenuta viva e alimentata: con passione, con disponibilità a stupirsi e a rinnovare lo stupore".
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Quarantatreesima settimana intermezzo


 Moll Flanders
Daniel De Foe

Pubblicato per la prima volta nel 1722 il romanzo di De Foe detiene probabilmente  ancora il record di lunghezza di titolo – sottotitolo: Le fortune e sfortune della famosa Moll Flanders, ecc. Che nacque a Newgate, e durante una vita di continui cambiamenti per una sessantina d'anni dopo l'infanzia, fu per dodici anni prostituta, cinque volte moglie (compresa una volta con suo fratello), dodici anni ladra, otto anni delinquente deportata in Virginia; alla fine divenne ricca, visse onestamente e morì pentita. Trascritto dalle sue memorie.
Si propone qui un breve brano dedicato a una maestra volontaria, per solidarietà e per fede, che aveva una piccola scuola e "sapeva vivere".

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Quarantaquattresima settimana


 Delitti esemplari
Max Aub
Sellerio

Nel 1958 Max Aub, scrittore spagnolo nato a Parigi nel 1903 e vissuto per gran parte della sua vita in Messico, diede alle stampe la biografia artistica di un pittore contemporaneo di Picasso, Jusep Torres Campalans, che incontrò un vasto consenso di pubblico e critica, senza che nessuno per molto tempo si rendesse conto che si trattava di un personaggio inventato, lui e le sue presunte opere, di sana pianta. Anarchico, surrealista, amante del paradosso e della beffa, Aub pubblicò nel 1957, in sole 500 copie, il volume Delitti esemplari, da cui è tratta la brevissima "confessione" che qui si propone senza alcuna istruzione per l'uso: salvo la consapevolezza che questo Maestro Non Esemplare è anch'esso figlio di un esperimento letterario tutto giocato, tra realtà e surrealtà, con l'ironia atroce del giullare che per sua natura irride e saltimbanca.


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Quarantaquattresima settimana intermezzo

  Pel di Carota

Jules Renard 

Mondadori

Nel romanzo dal sapore vagamente autobiografico di Renard il giovane François Lepic, stretto tra una madre arida, un padre tiepido e il proprio bruttissimo carattere, protesta sempre: in questa occasione contro due professori rei di non avergli prestato abbastanza attenzione.



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Quarantacinquesima settimana


Il dono di Asher Lev
 Chaim Potok

Garzanti


In questo brano tratto da uno dei romanzi più importanti del grandissimo scrittore newyorkese Chaim Potok, cantore dello scontro tra tradizione e modernità nelle comunità ebraiche di origine europea, assistiamo all'incontro tra una maestra di scuola che è quasi un'ombra in disparte, e un Maestro che con qualche parola e qualche tratto alla lavagna insegna la magia della pittura e del pensiero relativo, anche nel grande magma del "racconto" religioso.

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Quarantacinquesima settimana intermezzo

Occhio al professore
Christine Nostlinger
Giunti Gruppo editoriale

Christine Nostlinger, scrittrice austriaca recentemente scomparsa, è nota per aver improntato tutta la opera rivolta ai ragazzi su un anti autoritarismo tanto divertito quanto militante. In questo brano l’adulto eterno antagonista dei ragazzi, impersonificato da un professore che trema solo a vederne uno, si propone di creare una portentosa macchina che condizioni le giovani generazioni alla buona educazione e ai sani principi. A difendere il libero arbitrio interverranno ovviamente i nostri.


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Quarantaseiesima settimana


David Copperfield
Charles Dickens


Charles Dickens aveva una pessima idea dei maestri di scuola e in particolare di quelli dello Yorkshire, «ignoranti e truffatori, avidi e indifferenti, esseri sordidi e brutali (che) approfittano dell'idiozia dei genitori oltre che dell'impotenza dei bambini». Padre tutore per elezione dell'infanzia maltrattata nella Rivoluzione Industriale, Dickens non fu l'unico a stigmatizzare i Maestri "con la bacchetta in mano". Ovvero quei Maestri privi di ogni passione e "male intenzionati" che anche il nostro Collodi, pur per altre suggestioni, come ricordava Giuseppe Pontremoli in un articolo pubblicato nel 1992 sulla rivista Volontà, definiva in questo modo: " (...) I pedagoghi e i maestri di scuola, queste macchie nere e malinconiche che rattristano l'orizzonte sereno della prima fanciullezza...".

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Quarantaseiesima settimana intermezzo


Penny Wirton e sua madre
Silvio D'Arzo
Monte Università Parma

Capolavoro destinato a un percorso dolorosamente ricco d’inciampi, Penny Wirton e sua madre venne terminato da Silvio d’Arzo nel 1948 e pubblicato postumo solo nel 1978, soprattutto a causa della sua radicale alterità ai conosciuti canoni narrativi “nazionali”. Nel breve brano che qui si propone non si farà fatica a cogliere nel Maestro supplente una figura squisitamente e inconfondibilmente stevensoniana.


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Quarantasettesima settimana


Niente di nuovo sul fronte occidentale

Erich Maria Remarque


Nella vasta antologia di cattivi maestri che la narrativa del Novecento ha restituito sulla carta, il professor Kantorek di Erich Maria Remarque che convince i suoi alunni ad arruolarsi volontari per combattere nella Prima Guerra Mondiale, occupa un posto di tutto rilievo. Non tanto per una malvagità appariscente e conclamata, essendo il nostro niente di più che un ometto bigio e ligio alla morale comune e al proprio dovere, quanto perché il Male di cui è placido e un po' bovino istigatore - ovvero il militarismo, il nazionalismo e la volontà di potenza - fu il nucleo pulsante e sotteso di una Weltanschauung che mise a ferro e a fuoco non una ma due volte l'intera Europa. A causa di Niente di nuovo sul fronte occidentale, romanzo in odore di autobiografia destinato a diventare un vero e proprio Manifesto contro l'orrore e l'inutilità della guerra (nel 1933 i nazisti lo arsero sul rogo a Berlino come libro "antipatriottico e degenerato"), a Erich Maria Remarque venne tolta la cittadinanza del Terzo Reich. 
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Quarantasettesima settimana intermezzo


Piccole donne
Louise May Alcott

Ogni epoca ed ogni paese ha avuto i suoi oggetti proibiti da non portare mai a scuola, pena rimproveri, sequestri e punizioni: nella storia destinata a diventare una saga di culto per molte generazioni, non solo necessariamente di ragazze, l’oggetto aborrito è l’innocuo lecca lecca: il cui contrabbando costa però alla giovane Amy una buona serie di bacchettate da parte dell’irreprensibile Professor Davis.

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Quarantottesima settimana


 Il buio oltre la siepe
Harper Lee
Feltrinelli

Una grande autrice recentemente scomparsa e il suo "quasi unico" libro: ove si evince che le maestre dell'Alabama del Nord erano per i bambini dell'Alabama del Sud più o meno "altra gente venuta dal nulla". Percezione che a volte si coglie anche nelle nostre aule scolastiche.


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Quarantottesima settimana intermezzo


Pimpì Oselì
Elena Gianini Belotti

Feltrinelli

È immensamente lontana dal Libro Cuore, dal suo romanticismo e dalla sua spinta ideale positivista e socialista, la scuola narrata da Elena Gianni Belotti da un punto di vista bambino, quello della vittima che tutto vede ma niente ha la forza di impedire. Un microcosmo ambientato nel ventennio, corrotto e corruttivo, che incita alla più feroce delle selezioni, quella dettata dalla legge del branco, dove il più feroce di tutti, il capo branco, e naturalmente la maestra.


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Quarantanovesima settimana


Il maestro di Vigevano

Lucio Mastronardi

Così come le Maestre dell'Ottocento, nell'immaginario collettivo, erano spesso accompagnate dalla stigmate dell'avverso destino, i Maestri, o almeno una parte di essi, soggiacevano invece a una scarsissima considerazione dettata vuoi dallo scarso spessore culturale, vuoi da una pavidità senza ritegni e senza limiti. Alberto Sordi interpretò "magistralmente" questo ruolo  nell'omonimo film diretto da Elio Petri nel 1963.


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Quarantanovesima settimana intermezzo


Pippi Calzelunghe
Astrid Lindgren

Salani

La povera maestra messa da Astrid Lindgren a far da comprimaria all’esilarante Pippi di questo brano, è certamente una “povera” maestra: non per mancanza di volontà e cattiva disposizione d’animo, ma solo perché del tutto inadeguata, almeno per il momento, a far fronte all’anarchica esuberanza di una bambina libera come un soffio di vento.


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Cinquantesima settimana


Cuore
Edomondo De Amicis

I Maestri e le Maestre del capolavoro di De Amicis, brutalmente quanto ingiustamente riappellato "Edmonde de' Languori" in virtù della dichiarata propensione ad accarezzare energicamente le corde della commozione, sono tutti calibrati su una misura socialista e positivista: dato che già di per sé restituisce la modernità di un'opera che ha avuto un'importanza straordinaria nel conformarsi della scuola italiana post-risorgimentale.

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Cinquantesima settimana intermezzo


Moby Dick

Herman Melville

Il Moby Dick di Melville esordisce con una etimologia “fornita da un defunto maestro di scuola tubercolotico”, e prosegue poi con il racconto di Ismaele, il quale ci confida che prima di diventare testimone e narratore dell’irriducibile confronto tra Achab e la Balena Bianca, era un maestro di scuola di campagna.



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Cinquantunesima settimana


I miserabili

Victor Hugo


Nel capolavoro del grande scrittore francese i Maestri di Queyras, maestri nomadi per necessità,  si differenziano l'uno dall'altro per le penne infilate nel cappello.




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Cinquantunesima settimana intermezzo


 Quarto piano, interno 4
Salvatore Di Giacomo

Salvatore di Giacomo, nato a Napoli nel 1860, è noto, più che per le sue novelle “nere”, per i testi poetici che costituiscono ancor oggi parte viva della tradizione canora popolare napoletana. Nel breve raccontato qui riportato dà vita a una delle più classiche maestrine ottocentesche colpite come di consueto dalle stigmate della malasorte.



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Cinquantaduesima settimana


Jude lo scuro 

   Thomas Hardy



Ultimo romanzo dello scrittore britannico, pubblicato nel 1895, Jude lo Scuro incontrò inizialmente l'ostilità bigotta della critica vittoriana e  la feroce condanna della Chiesa locale, nella persona di un vescovo che brucio pubblicamente l'opera ("forse per il dispetto di non poter bruciare me in persona", scrisse più tardi Hardy"). Opera in realtà costruita su solide basi moraleggianti, ci propone l'immagine di un Maestro il cui esempio si radica profondamente nell'animo del protagonista.


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Cinquantaduesima settimana intermezzo


La guerra dei bottoni

Louis Pergaud

Anche il libro autobiografico di Pergaud, così come I ragazzi della via Pal di Molnàr, dovette subire l’accusa di essere un romanzo “guerrafondaio”, poiché basato sulle vicende di due “bande” di ragazzi l’una contro l’altra “armati”. In realtà, così come per il capolavoro ambientato a Budapest, anche il romanzo di Pergaud si limita a raccontare frammenti della reale storia dell’infanzia, in questo caso in piccolo villaggio francese.




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